Quattro Passi Tra i Sentieri delle Bionde

10 marzo 2013 a 22:05
10.03.2013
Quattro Passi Tra i Sentieri delle Bionde – Saltrio(VA)
Quando ancora non vestivamo i colori delle Tartarughe questa tapasciata ci aveva sferzato con venti gelidi, piogge fastidiose e neve in quota.
Da quando invece vestiamo il rosso, verde e bianco delle TDK il sole saluta proprio in occasione di questa manifestazione l’inizio anticipato della primavera e l’alleggerirsi dei nostri capi di abbigliamento.
La marcia non competitiva “Quattro Passi Tra i Sentieri delle Bionde” è a mio avviso una delle manifestazioni più belle e panoramiche nel circuito FIASP della provincia di Varese.
Il percorso abbandona il suolo nazionale lungo la via Elvezia, alla volta del comune ticinese di Arzo. Il paesaggio è magnifico e attraversa i dolci prati che costeggiano il Monte Orsa. Man mano che ci si addentra nel territorio svizzero il saliscendi si fa più impegnativo, ma sempre nell’ordine del corribile.
Si attraversano strade ombrose ma incantevoli, in un borgo curato e semplice che sa di vita dura, inverni freddi, alfette, ruote fumanti, spalloni e finanzieri.
La via del rientro in Italia nelle nostre memorie ci fa tornare viva una gran salita, ripida, impennata lungo le pendici del Monte Orso…
…un tiro senza sosta di 500 metri, dislivello positivo che per una tapasciata rappresenta un impegno davvero significativo.
Qui abbiamo lasciato l’anno passato il ricordo di un gruppo che stava nascendo forte e coeso e oggi ci ritroviamo ancora qui a scattare una foto (speriamo che la magia della corsa ce la faccia prima o poi pervenire via mail).
Molte sono le facce nuove oggi rispetto ad un anno fa, ma voglio soffermarmi un pochino di più su di una in particolare.
Non me ne vogliano le altre Tararughe se abbandono la mia consuetudine narrativa di citare tutti i protagonisti, l’occasione merita un cambiamento nel mio format narrativo.
Non me ne voglia Alessandra se non la cito con l’altrettanto dovuta emozione, ma la sua “prima volta” c’è già stata…
Oggi voglio concentrarmi su una Tartaruga in particolare, a me davvero cara. Una Tartaruga per la quale provo un’empatia particolare.
Come amico, come compagno di corse e come allenatore.
Una Tartaruga conosciuta pressoché un anno fa (settimana più, settimana meno) che subito mi colpì per carattere, per indole e – senza girarci troppo attorno – per il suo aspetto.
Una Tartaruga per la quale nel tempo ho provato sempre più affetto e con la quale mi sono divertito a correre anche in situazioni parecchio desuete e sfidanti.
Come dimenticare la divertentissima ma dura StrongMan Run di Rovereto?
Molti leggendo avranno già capito, sto parlando della nostra Laura Scapin.
Laura domenica 17 sfiderà per la prima volta la distanza Olimpica della Maratona ed andrà ad aggiungersi al gruppo delle Tartarughe che si possono fregiare del titolo di Maratoneta.
Domenica, correndo sempre qualche metro dietro a lei, il mio pensiero ripercorreva un bel cammino.
Mi è tornato in mente quando, sugli entusiasmi della sua prestazione alla StrongmanRun (in cui fu più veloce della superveterana Lisa… e  Laura sa di chi stiamo parlando) iniziai ad instillargli il seme di correre una maratona alpina.
Il seme fiorì subito nell’idea di correre la Maratona del Monte Bianco, il cui pettorale fu introvabile.
Quell’idea fu subito sostituita dalla decisione di correre una classicissima delle maratone di montagna, la Zermatt Marathon.
Erano i primi giorni di Novembre.
Il mio sostenere la sua voglia di mettersi alla prova si trasformò subito in un impegno,  l’impegno di allenarla sino a quella data e per quella prova.
Contemporaneamente il gruppetto si arricchì della presenza di Alessandra che, come Laura, è allenata da me.
I fantastici tre si erano costituiti e da li a poco, il 17 di dicembre presero la decisione di correre anche una Maratona cittadina, in preparazione della sfida elvetica.
Nel frattempo Laura aveva già iniziato ad allenarsi. Il calendario di allenamento che condivido con lei segna il 26 di novembre 2012 come data di inizio della preparazione per Zermatt.
Un calendario fatto di cinque giornate di allenamento alla settimana, tre dedicate alla corsa e due allo spinning (la nostra amica è una patita della Bike).
Un calendario che ha visto saltare da parte di Laura solo 2 allenamenti dei 45 previsti, un calendario a cui Laura si è dedicata con una cura ed una precisione per me davvero esaltanti.
Non mancava domenica che non riportasse pesi e misure sul sistema, senza che dovessi rincorrerla  Non mancava sera che inviasse il suo rapportino sugli allenamenti.
Laura è stata la prima atleta amatoriale che ho seguito ad attenersi alla lettera ad ogni indicazione. Un vero orgoglio.
Domenica, mentre correvamo a Saltrio, ripensavo a questo cammino e quale giro di boa ha rappresentato anche per me.
Metodologie, teorie e sistemi grazie a Laura hanno trovato la quadratura, la prova del nove. Non un infortunio, non un problema serio, non un calo di peso ponderale o una perdita di massa muscolare hanno segnato le chilometrate a cui Laura si è sottoposta.
Il passo di Laura e la sua trasformazione è davanti a noi tutti: Lo stesso grandissimo Alberto Tagliabue si è fermato a commentare con me questa crescita domenica… che soddisfazione devo ammettere, e che soddisfazione devi avere tu Laura!
Il suo procedere è leggero, scattante, reattivo ma anche spensierato… la sua è una predisposizione atletica corroborata da una dedizione davvero encomiabile.
Sarà un caso, ma preso dall’entusiasmo dei suoi progressi, quest’anno ha segnato anche per me un annata d’oro. Tra alti e bassi e qualche sabato notte un poco pazzo, sto andando davvero bene e mi sto divertendo come un matto a correre a passi che non avevo mai sostenuto prima. Mi sento di dire grazie a Laura anche per questo.
Domenica sarò a fianco di Laura al via della sua prima Maratona. Speriamo di riuscire a stare assieme a lei per tutta la gara, perché Laura corre forte, ben oltre le attese che già riponevo buone all’inizio di questo cammino.
Laura non è la prima Tartaruga a diventare Maratoneta con la maglia delle Tartarughe, ad Alessandra spetta questo primato.
Laura è di certo la prima Tartaruga che ha voluto (e potuto, Alessandra ha l’attenuante della lontananza) percorrere questo avvicinamento sempre con il gruppo, la domenica mattina, con il buio ed il freddo dell’inverno, attraverso la sua costante e allegra presenza a tutte le tapasciate FIASP che abbiamo corso assieme.
Laura è Tartaruga da mesi, nei sui gesti, nella sua presenza costante il giovedì… nelle spillette che ha prodotto per noi tutti a Natale e che ogniuno di noi ha appuntato da qualche parte di speciale (la mia è ormai da mesi sullo zaino per la PTL).
Laura merita un pensiero speciale da parte mia e di tutte le Tartarughe.
Domenica non correrà a Cortenuova di Monticello Brianza assieme ad Antonietta, Cristina, Fiona, Marialaura, Mariuccia, Paola e alle altre tostissime Tartarughe della sezione femminile.
Laura, magari un poco nervosa, sicuramente concentrata come lei sa essere prima di un impegno agonistico, sarà al via di Roma.
I suoi grandi occhi scuri e decisi guarderanno il Colosseo con quella grinta che la contraddistingue e punteranno di fronte a lei per 42 chilometri e 195 metri.
Chissà se Laura riuscirà a sentire il calore delle Tartarughe anche a 600 Km di distanza… sicuramente qualche messaggino arriverà sabato, e sicuramente come al solito le Tartarughe sapranno farsi attorno a quello che forse è l’esordio più importante ed emozionante per un podista.
Nel frattempo, da coach, non posso che ricordare a Laura che la parte più dura della Maratona è arrivare al via della stessa preparati. Laura è arrivata preparatissima.
Quello che succederà domenica sarà emozione, fortuna, condizione e clima.
In ogni caso domenica segnerà il suo primato ed il suo punto di partenza, domenica la vita sportiva di Laura assumerà una nuova dimensione e giovedì le Tartarughe la accoglieranno con il solito affetto, ma con quell’abbraccio particolare, quell’abbraccio e quello sguardo che ci si scambia quando si sa esattamente cosa vuol dire correre una Maratona.
In bocca al Lupo Laura e ricorda… prima di tutto divertiti!
Andrea Papini