36° Cross Olgiatese – Olgiate Comasco

1 aprile 2013 a 21:59
01.04.2013
36° Cross Olgiatese – Olgiate Comasco (CO)

C’è chi a Pasquetta mangia l’uovo e chi preferisce…il pane nero!

A giudicare dalle presenze ad Olgiate Comasco, sembra addirittura che gli amanti dei cereali siano in maggioranza in questa sfida.
Va detto che gli “intenditori” di tapasciate sapevano bene che lungo il percorso ci sarebbe stato una prelibata consuetudine di questi sentieri: il pane della tapasciata, appunto. Integrale, nero, con diverse marmellate e ….buonissimo! una gradita sorpresa che consegna una “stella” in più nella guida delle tapasciate a questa manifestazione.
In verità, resta però il tracciato il piatto forte della casa: molto vario, quasi sempre nel verde dei boschi del parco regionale “Spina Verde” di Como (http://www.spinaverde.it/), con qualche salita impegnativa, ma con molte gradite sorprese.
Tra queste annovero di diritto le sorgenti del Seveso. Beh…che ci crediate o no, il Seveso non nasce dalla mesta Icmesa, ma in un piccolo angolo di paradiso a ridosso del confine con la Svizzera.
Menzione, inoltre, per le trincee della Grande Guerra; la famigerata “Linea Cadorna” offre là uno sfondo interessante alla marcia dei podisti.
Ancora la recinzione (sforacchiata) del confine nazionale…che qualche novello Cimino ha perfino immortalato col cellulare. Infine in questo elenco va di diritto annoverato lo sguardo che ogni tanto si mostra tra i rami dei castagni sul Monte Generoso e sulla Dorsale Lariana.Insomma…del materiale per una vivace lezione di geografia lombarda; e pensate voi che di fronte a tale “sfida didattica” le Tartarughe si siano tirate indietro?

Assolutamente, anzi, hanno calato il proprio asso delle mappe Kompass; il navigatore senza batterie che la TomTom non potrà mai emulare; il podista con l’ago del Nord incorporato.

Nomi, come al solito, non se ne fanno…ma dovete fidarvi della mia testimonianza che parla di una vera e propria lectio magistralis del nostro uomo della geografia ad una platea a dir poco turbolenta.
Il tema del contendere? Beh…i nomi delle vette orografiche della zona: un argomento caro ai camminatori di tutte le latitudini. Sul sentiero della tapasciata c’era chi aveva chiaramente individuato i contorni del monte Olimpino, chi quelli del Bisbino, chi addirittura del Bernina o dello Spluga. I più arditi hanno saputo piazzare perfino il Monte Rosa sulle sponde del Lario.Ma l’uomo della geografia, con la consueta calma, ha saputo mettere tutti a tacere…recitando a memoria addirittura il codice fiscale di ogni vetta/collina/mucchio di terra che l’abbraccio dell’occhio potesse permettere da quelle alture. Chapeau: tutti “pettinati” e….tutti di corsa verso il rinfresco finale.

Se qualcuno ancora credesse che lo sport, e la corsa nello specifico, soffochino la cultura….avrebbe avuto materiale per ricredersi sui sentieri di Olgiate Comasco; e sono pronto a scommettere che ben presto ci saranno nuove opportunità per gli scettici di ri-ricredersi in merito! Il consiglio, quindi, resta sempre lo stesso ….venite con noi per provare con mano.
Luca Terruzzi

P.S.: “Un grazie speciale a Giovanni Pagani e Anna Mazzetta (prossimi compagni di viaggio in quel di Marciana Marina in occasione dell’ElbaTrail) che erano tra i volontari organizzatori della bella tapasciata di Olgiate Comasco”.