TartaTrail 2013 – Giovanni Pessina

1 dicembre 2013 a 8:22
01.12.2013
TartaTrail 2013 – Monte Cornizzolo (LC)

Breve cronaca del Tarta Trail 2013

Abbiamo discusso, organizzato, tracciato il percorso, invitato, prenotato…

Ci siamo: ci svegliamo e appena alzati io guardo fuori della finestra, che tempo fa? Speriamo faccia bello, ma si,
il tempo sarà stupendo perché Giorgio, previdente come sempre, ha prenotato una giornata di sole.
Ci prepariamo, usciamo per raggiungere Oscar e Liviana ,poi in auto con loro e un amico raggiungiamo gli altri.
Prima tappa all’Eupili cafe, siamo arrivati quasi tutti,siamo in tanti e riempiamo il locale,ci si saluta calorosamente,
si parla, beviamo un caffè, alcuni aggiungono una brioches e velocemente torniamo alle macchine per arrivare alla partenza del Tarta Trail.
I gruppi si dividono e si inizia, non è una gara, non è un allenamento: è il Tarta Trail!
Aperto a tutti, anche ai non esperti anche a chi non sa cos’è un trail come noi, io e Fiona l’anno scorso,
primo tartatrail e primo incontro con le tartarughe .
Si prova, si testa, ci si conosce, le guide e i trailisti consumati danno consigli raccontano aneddoti,
mentre quelli come me, procedono e risparmiano il fiato. L’andatura è tranquilla, abbiamo il tempo di guardarci attorno,
il cielo limpido e i il panorama mozzafiato ci riempiono gli occhi . In alcuni tratti del percorso siamo colpiti da un vento gelido,
mi sento bene in questi momenti mi accorgo come il mio corpo abbia bisogno di senzazioni vere quali un po’ freddo,il lavoro dei muscoli nella salita, per sentirsi vivo.
Troviamo tracce di neve, e poi un po’ di ghiaccio, alcuni scivolano e subito si improvvisa un gioco per vedere chi mette più volte
il culo a terra. Laura, che totalizza il numero più alto di cadute vince questa gara chiamata: ” och ai ciapp” .
Alcuni di fronte ai brevi tratti ghiacciati sono titubanti ma guidati e consigliati dalle guide procedono sul sentiero.
Ecco succedere una stranezza da tartatrail: Flavio e Rinaldo, i ciclisti del gruppo, arrivati su in cima con le biciclette,
aiutano i camminatori a superare gli ostacoli ghiacciati. Gente esperta!
Poi, alla fine del percorso ci saranno solo sorrisi di soddisfazione da parte di tutti: ce l’abbiamo fatta! l’ostacolo è superato.
Noi che avevamo partecipato alla tracciatura del percorso riparliamo di quella esperienza.
Di Settimio che correndo in discesa è scivolato picchiano il naso, al momento eravamo preoccupati
ma poi risolta la cosa, sono iniziati gli sberleffi su questa sua nuova abitudine di “ficcanasare” .
Ci ricordiamo di Tommy che, allo scorso tartatrail aveva un paio di zoccoli in gomma appesi allo zaino e
durante una scivolata, che gli ha fatto mettere il culo a terra, gli zoccoli erano serviti da ammortizzatori.
Arrivati al bivio per i corni di Canzo ecco la sorpresa: Fabio che ha dovuto lavorare e ci raggiungerà solo per il pranzo,
ci i ha mandato pane e salame per un piccolo spuntino, dalle foto parrebeb che, qui, Cristina abbia dato il meglio di sé, ma io, confesso, l’ ho aiutata volentieri.
Le ore13 si avvicinano, si avvicina il pranzo previsto per quell’ ora. Anche questo è tartatrail.!
Arriviamo al Terz’Alpe, ci cambiamo fuori all’aperto e a tavola.
Pranzo montanaro: pizzoccheri, polenta e brasato, crostata, un po’ di vino si chiacchiera e si gode della
compagnia dei vecchi e nuovi amici. Si parla di tutto: dell’ esperienza appena conclusa, degli amici, di progetti di gare ma anche della vita.
Il tempo vola, è l’imbrunire, un caffè e giù per la discesa verso le auto che raggiugiamo quando è già buio.
Un abbraccio e tutti in macchina per ritornare a casa, un po’ stanchi ma appagati da una giornata intensa e spensierata.
Il tartatrail è appena finito ma c’è già chi ne vorrebbe subito un altro.

Giovanni Pessina