16/11/2017: Cena al buio

20 dicembre 2017 a 14:09

Dario ci ha letteralmente presi per mano e ci ha portato nel suo mondo”.

Sono le parole di Anna, rientrata in casa dopo la “cena al buio”.

Lo scopo della serata non è far provare quello che i non vedenti vivono (cosa impossibile), ma far riscoprire l’intensità dei sensi che ci sembrano meno importanti.

Il tutto senza discorsi e paroloni, con leggerezza ed allegria.

L’associazione è riuscita a creare un buio che forse io ho trovato più intenso solo quando sono sceso sotto terra in una grotta. Dopo due ore e mezza in sala, ancora l’occhio cercava (e mai avrebbe trovato) uno spiraglio o un’ombra a cui aggrapparsi. Non voglio entrare nei dettagli della serata per non bruciarvi alcune sorprese. Vi racconto solo alcune mie sensazioni, emozioni fisiche e psichiche. Occhi sgranati fino allo sfinimento alla ricerca di quello che c’è, ma non si vede (tranquilli, non scendo nel metafisico). Muscoli della cervicale tesi nello sforzo di alzare ancora di più le “tapparelle” degli occhi.

Dario sfottendomi, mi rimanda le lezioni che gli impartisco correndo: “rilassati, respira, lascia cadere le spalle, stai tranquillo…. Ce la puoi fare!”.

Niente è più automatico. Studio gli spazi e imparo a condividerli. Sento, fluttuando, con movimenti lenti e pensati, il vuoto che mi separa dagli oggetti. Non percepisco le distanze, urlo come per farmi sentire dall’aldilà.

Buon il cibo e il vino che al buio scorre copioso.

Per le pubbliche relazioni mi sono attardato dopo cena. Per curiosità sono così potuto entrare nella sala mentre la riassettavano.

Che sballo avevo avuto!! Era tutto disposto ruotato di 90 gradi rispetto alla mia immaginazione.

Cosa mi è rimasto della serata? L’indice sinistro della mano…viola. Dopo il primo sbigottimento, ho realizzato che lo utilizzavo per regolare il livello del vino!

Maurizio

 

 

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