Maurizio (detto Sherpa) e la Nove Colli Running

1 giugno 2016 a 8:47

Introduzione

 

Molti lo chiamano Sherpa, alcuni PTL; da questi soprannomi è chiaro che è uno di montagna.

Quando si incontra con Oscar, altro montanaro DOC, inizia il cinema perchè il loro è un rapporto alla Coppi-Bartali, grande allegria, grande ironia, grande rispetto e complicità; insieme hanno fatto imprese memorabili.

A noi, personalmente, sembrano due consuoceri mancati.

In questo mese di maggio, Maurizio è sceso dalla roccia all’asfalto, si è fatto i 204 km della Nove Colli e una settimana dopo i 100 del Passatore arrivando al traguardo delle due prove con il suo sorriso sornione, quasi a chiederci: pensavate che non ce l’avrei fatta?

Maurizio vuole condividere con noi un suo pensiero, leggetelo con uno spirito “un po’ così” alla Maurizio.

 

 

sherpa2

 

 

 

Annunciamo la prossima uscita in fascicoli settimanali o mensili di:

NOVE COLLI – la passione di Maurizio

Nell’attesa pubblichiamo alcune recensioni:

CORRIERE DELLA SERA: “ Racconto epico a tratti lucido. L’indugiare in descrizioni masochistiche, non nasconde il piacere dell’autore per queste pratiche.”

PROF.DE ROSA (scopritore e preparatore dei famosi atleti kenioti): “ Finalmente il saggio fondamentale che mancava rivolto ai principianti e agli atleti evoluti: lo consiglio a tutti. (basta fare il contrario di tutto ciò che dice).

WOODY ALLEN: “ se avessi avuto quell’impercettibile umorismo, sarei diventato famoso.

GIGI MARZULLO: “ leggendolo, vengono spontanee molte domande: Maurizio si fa o ci fa? La nove colli è un traguardo o è una partenza?

DOTT. FELICE TESTA (primario reparto psichiatrico ): “ l’ho fatto leggere ai miei pazienti per insegnare loro cosa succede se si ragiona con i piedi. Risultato? Al grido di – spegni il cervello e vai -, alcuni si sono già iscritti alla nove colli 2017.”

SORRISI E CANZONI TV: “ Non arrivava più! Non fosse altro per questa interminabile attesa, l’opera si presta a diventare una telenovela con l’ interprete più fascinoso e flagellato degli anni.”

MAURO CORONA: “ perché vivere è come scolpire, bisogna togliere: solo allora viene fuori la scultura nella sua essenza. – togliere per apprezzare – (da confessioni ultime). Per il protagonista, la sgorbia è la strada e lo scalpello i kilometri. Di pezzi ne ha persi molti, ma ancora non si intravvede l’essenza. Speriamo non ci sia bisogno dell’autopsia per trovarla.”

VITTORIO SGARBI: “ senza un minimo di vergogna!! Capra. Capra. Capra.