La Fame Viene Mangiando il Fresco lo si Cerca in Tenda

21 luglio 2013 a 20:30
20-21.07.13
La Fame Viene Mangiando il Fresco lo si Cerca in Tenda

Sono le due passate della mattina, il fuoco dei fornelli rende ancora più invivibile la cucina di casa… l’estate è arrivata e il caldo si fa sentire.

L’aria in piazza è immobile e io giro e giro la pasta in pentola mentre curo che lo spezzatino proceda nella sua cottura a fuoco lentissimo.
Mentre taglio qualche melanzana e scotto qualche riccio di bresaola penso al fresco delle montagne.
Quando mi metto a letto è davvero tardi ed in casa si spande un profumo di curry, pepe, menta, basilico ed erba cipollina… ma sono contento, cucinare per amici è sempre qualcosa che mi da un piacere immenso.
Sabato mattina parto lento, ma l’euforia dell’imminente partenza mi da una carica in più… qualche commissione da sbrigare per un amica e poi carico l’auto e mi metto  in moto verso Cucciago.
Primo puntello con Laura. Si presenta alla porta da infarto.
La nuova pettinatura la rende ancor più incantevole ed il pantaloncino “corto corto” che indossa le sta che è una meraviglia. Anche la maglietta con su la tartaruga è deliziosa, come lei.
Pare che anche lei abbia preparato un corredo di attrezzature non indifferenti: tenda da cinque, sedie, borsa frigo con qualche sorpresa per la notte, magie di luce, un thermos colmo di caffè, materassini e sacco a pelo.
La macchina è bella carica e con calma ci dirigiamo verso l’uscita di Como Sud. Nel frattempo le comunicazioni con Paola si fanno febbrili… pare che la birra non basti.
Fermi tutti! Sia mai!
Sosta forzata al Bennet contiguo allo svincolo autostradale.
Scendendo è occasione per incominciare a socializzare con il gruppo che man mano si compatta.
Paola, Roberto e Marialaura sono ormai compagni di moltissime avventure. Oggi Paola e Roberto hanno invitato due nuove amiche: Barbara e Viviana.
Due casse di Birra fanno fuggire ogni dubbio.
Laura ha voglia di gelato, Marialaura se la fa venire, il mio appetito insaziabile alla parola gelato innesca un’acquolina pavloviana e Laura si lancia in una corsa solitaria alla ricerca di un cornetto per noi tre. Cadendo inconscia vittima della suggestione della pubblicità televisiva, ritorna con uno strano cono gelato tutto attorcigliato attorno ad una “elica” di cioccolato. C’è chi gradisce, chi meno… ma di certo la golosità è stata appagata.
Di nuovo in auto, la strada non è molta ma le insidie del percorso e più che altro del navigatore di Roberto non si fanno attendere. Più di una volta il nostro prova ad attaccare ripide mulattiere per accorciare il tragitto, sino a che, mosso da spirito caritatevole, passo in testa alla carovana.
Dopo un paio di strettoie non indifferenti finalmente il paesaggio si apre e giungiamo a destinazione. Non siamo gli unici, ma lo spazio non manca e iniziamo la disposizione strategica del campo base.
Lo scopo è quello neppure troppo celato di mangiare, mangiare e mangiare… per cui la componente ambientale fondamentale di cui curarsi sono i tavoli.
Facciamo subito nostri i migliori, alla faccia di chi domani, con calma, arriverà per una bella grigliata domenicale.
Le operazioni di scarico durano una mezz’oretta buona e mentre stiamo per montare le tende, arriva Fabio con Mattia. La tenda di Laura è quella che richiede un poco più di strategia, ma con lavoro di gruppo ed un po’ di immaginazione anche quella viene eretta al cielo.
Fabio poi si preoccupa della cosa forse più fondamentale, mantenere in fresco le birre. Previdente aveva portato da casa un catino che da li a poco avrebbe riempito di acqua corrente… scopriamo da Mattia che si tratta del catino nel quale la nonna taglia la lingua a delle povere galline che poi straziano morenti emettendo un verso tipo “ghuaaaaaaa ghuaaaaaa ghuaaaaa”… il racconto non ci fa desistere dal desiderare del meritato fresco per le nostre scorte etiliche.
Quando tutto è a posto non resta che trovare qualche attività per ingannare l’attesa prima che arrivi un ora che sia quantomeno decente per cenare…
Fabio da il via ad un provvidenziale Happy Hour a base di Srtiptz, Grana, Salame e Cetrioli… Mattia si prodiga all’istante nel taglio del gustoso salame fornito da un “Marituro” amico di Laura.
Chi di noi ha partecipato al terzo tempo sul traghetto verso l’Elba sa benissimo di quale leccornia si stia parlando. Un salame che fa sentire di se anche parecchie ore dopo averlo mangiato vista la ricchezza degli aromi con il quale viene sapientemente insaccato.
Laura, attratta da uno chalet perfettamente restaurato nelle vicinanze del nostro bivacco, si allontana e con circospezione si avvicina alla staccionata del lussuoso abitato. Il padrone, forse anche lui apprezzando i pantaloncini e la maglietta della nostra amica, la invita a visitare la sua magione.
Daniela e Viviana, incuriosite anche loro, si avvicinano, ma il nuovo amico di Laura manda chiari messaggi, chiudendo gli scuri delle finestre e mandando messaggi non verbali che fanno intendere “via via che devo far vedere casa a Laura”… passa giusto il tempo di una battuta che la nostra, forse un pelo preoccupata dal personaggio, rispunta ai nostri occhi e saltella per tutto il giardino tenendolo a debita distanza.
Al suo ritorno Laura si prodiga in un dettagliato racconto della casa di “Maurizio” che pare le abbia permesso di entrare solo grazie all’assenza di una gelosissima moglie eccezionalmente lontana. Il dettaglio che più incuriosisce noi tutti è un barbecue che avevamo scambiato per una Jacuzzi… una struttura circolare nel cui mezzo si apre una botola di cottura attorno alla quale si possono sedere persino venti ospiti a cenare.
A questo punto incominciano anche gli arrivi dei più ritardatari. Il primo a giungere è Maurizio, il nostro sherpa e mio capitano. Prevedendo il tenore della serata si presenta accompagnato da ottime bottiglie di un rosso così amabile da essere subito adorato da noi tutti.
Seguono Edoardo e Daniela, anche loro arrivano con una bella borsa frigo colma di vivande di ogni genere… si può dare il via alle danze.
Meglio di una madre siciliana al mare mi ero organizzato con una serie di contenitori, scatolette, vaschette e pentole per offrire il mio rinfresco serale. Fabio mi monta il suo incredibile fuoco da campo e inizio anche a scaldare spezzatino e pollo.
la compagnia pare gradire il mio operato. C’è chi preferisce il gusto della melanzana, chi quello della ricotta e qualcuno persino la leggerezza della bresaola. Arrivati al brasato mi accorgo di averci dato un po’ troppo dentro con il sale, ma la ricchezza di scorte alcooliche a nostro supporto ci aiuta ad ovviare al problema… in meno di due ore finisce tutto e iniziano a spuntare sul tavolo Rum, Grappe e … dalla borsa di Laura esce un limoncello freschissimo prodotto dalla sua Baby Sitter.
Sorge spontanea la curiosità in noi tutti di come Laura possa, per quanto giovane, avere ancora una Baby Sitter… ma il dubbio svanisce nei fumi squisiti dell’alcool in cui la scorza del limone è stata lasciata a macerare.
Ecco che riappare il nostro vicino di casa… Maurizio l’arredatore, con alle orecchie un paio di cuffie senza fili e un sigaro in bocca. La scena è un poco grottesca e il personaggio che inizialmente ci poteva essere apparso un vero “ganzo” degenera nella rappresentazione del peggiore dei “patacca” che si possa incontrare. Preso un poco in giro e congedato come un povero pazzo … la nostra cena continua.
Ci accorgiamo ben presto che anche noi, grazie ai potenti mezzi di Fabio, possiamo ospitare anche più di venti amici attorno al nostro fuoco.
Alla fine ci troviamo più ricchi e felici di Maurizio (il Maurizio tarocco, non il nostro Maurizio Sherpa Eroe di Mille Montagne).
La serata si fa sempre più allegra e Laura tira fuori una nuova sorpresa dalla sua attrezzatura da campo. Una lanterna volante. Siamo un po’ tutti inesperti in materia di avionica e aerodinamica, ma dopo qualche tentativo ed un paio di bruciature Fabio e Maurizio (quello vero di Maurizio) riescono a far partire la delicata sporta verso le altitudini degli astri… il sacco si eleva, inizia a spostarsi e poi, rapito da una veloce corrente di quota si allontana a gran velocità sfruttando il residuo del suo combustibile, per poi sparire nel buio della notte.
Ci appare evidente che sia arrivato il momento di dedicarci ad una camminata digestiva, smantelliamo sommariamente il cadaveri lasciati dopo la cena e in gruppo ci incamminiamo nel bosco a noi vicino.
La camminata è tranquilla, l’aria è fresca ed il cammino costellato dalla presenza di georgiche decorazioni che ci fanno pensare alla vicinanza di una fattoria. Scartando con attenzione le fresche tracce di qualche bovino arriviamo in un punto in cui la vegetazione è più fitta.
Laura e Roberto si cimentano in prove di bravura fotografica catturando le plastiche gesta di Mattia armato di lanterna… rimaniamo tutti incantati dal risultato ottenuto e più leggeri in cuore torniamo all’accampamento.
Daniela e Edoardo, al tardarsi della nottata, si congedano e noi dopo qualche indugio ci corichiamo. La temperatura è perfetta e, seppur disturbato dal ronfare di qualcuno di noi, il sonno non tarda ad arrivare.
Che bella serata… preludio di un altrettanto bella giornata… data che ha segnato anche l’inizio di una nuova disciplina sportiva resa possibile grazie ad un misterioso oggetto fluo.
Vorrei lasciare il piacere di raccontare a qualcuno degli altri presenti la domenica altrettanto piacevole passata dal risveglio sino a sera.
Quello che è certo è che questo fine settimana, a due settimane dall’inizio ufficiale delle mie vacanze, è stato un toccasana incredibile per un’attesa che si stava facendo quasi irrequieta.
Un esperienza da ripetere assieme ad altre Tartarughe per godere della semplicità di stare assieme.
Grazie a tutti i presenti.
Andrea Papini