23° Trofeo dei due Campanili

2 dicembre 2012 a 13:51
02.12.12
23° Trofeo dei due Campanili – Senna Comasco (CO)
 
Sono le 5:45 quando suona la sveglia, giusto per ricordarmi che siamo nel pieno della febbrile attività di presenza di squadra alle marce non competitive FIASP.
La reazione iniziale mi vede cadere in una profonda catatonia. La corsa è un piacere, la pratica di essa con gli amici lo è ancora di più, ma fuori la notte abbraccia ancora il paesaggio ed oggi è prevista la prima giornata di freddo intenso di questo autunno che, piogge a parte, ancora è stato mite con noi podisti.
Devo ricordarmi di portare avanti quel progetto di rinnovamento da proporre alla FIASP, in cui presentare i benefici del praticare la corsa alla luce del sole e con temperature superiore ai 5 gradi sotto lo zero… ancora fatico a capire la razionalità di una partenza alle ore 7.30 a Dicembre, figuriamoci quando questi orari saranno proposti nei giorni della merla.
Dovrei anche ricordarmi di portare avanti quel progetto di esportare la piadina romagnola in India… o forse questo progetto lo cantava Bersani in una sua canzone? Ovviamente non mi riferisco a Pierluigi, intendo Samuele… che casino, sono confuso, deve essere il sonno o qualche altra carenza “primaria”!
Preparo la borsa con il necessario, mi stupisco della lucidità con la quale non mi dimentico di nulla, e alle 6.15 mi trovo in piazzetta a Bollate con Paola e Roberto.
Ringraziando il signore a questo giro non mi tocca guidare, almeno posso svenire un po’ di volte lungo il percorso. Forse sono svenuto qualche volta di troppo, pare che Roberto, terrorizzato dal dover subire la furia di Diego in caso di un ritardo, si sia catapultato sulla Milano-Meda a velocità folle, probabilmente prendendosi una multa. Poi a questo giro il compito di ritirare i cartellini spettava a Paola, quindi il peso della Responsabilità pesava più che mai su Roberto.
Il viaggio scorre in uno stato (per me) di semi-coscienza e, credo, in un placido disquisire tra Roberto e Paola su quale potrà essere la punizione che gli aspetta a seguito dello scatto nefasto.
Si arriva a Senna Comasco… incredibile, è ancora buio e le pettorine gialle dei volontari risplendono alla luce dei fari come addobbi natalizi. Il clima non è del tutto invogliante, una nebbia fitta avvolge tutto il paesaggio. Siamo a Senna o siamo ancora a Bollate? Chi può dirlo.
Sono le 6.55, talmente presto da riuscire quasi a scegliere il parcheggio. Arriviamo al punto di ritrovo, il bel palazzetto sportivo di Senna Comasco, in perfetto orario. La puntualità ci costerò probabilmente venti euro a testa, ma cosa sono venti euro quando in cambio puoi fregiarti di una precisione Svizzera?
Siamo i primi, poco alla volta nei minuti a seguire arrivano un po’ tutti, Fabio, Diego, Antonio, Antonietta, Giorgio, Alberto… arriva anche Laura, al limite del ritardo (immagino che tutti voi abbiate avuto in classe il compagno che abitava a 12 metri dalla scuola ed arrivava tutte le mattine in ritardo, Laura a questo giro mi ha ricordato tanto Luca – il grande assente della giornata – che per cinque anni non è riuscito ad arrivare in classe in orario).
Vale la pesa a questo punto abbandonarsi un poco allo stream of consciousness e ricordare che oggi Luca non è dei nostri perché ha oggettivamente qualcosa di meglio da godersi. Alessandra con il piccolo Filippo ieri pomeriggio sono stati dimessi dal reparto di neonatologia e questa per loro è la prima domenica con papà Luca e sorellina Viola tutti assieme a casa. Chissà che emozione.
Poco prima di partire una notizia tendenziosa freccia sibillina nell’aria, pare che le famose bruschette marchigiane, motivo per il quale questa tapasciata è stata scelta per il secondo anno di fila, quest’anno non saranno offerte. Diego, che era pronto a correre la distanza della maratona per riuscire a godere ancor meglio la fragranza del premio, è quello che ci rimane male più di tutti e decide di declinare per i 28 Km…
Poco importa, con le articolazioni un po’ infreddolite ci mettiamo tutti in marcia. La nebbia ci accompagna per almeno i primi dieci chilometri di corsa. Il gruppo resta compatto come al solito per i primi chilometri, a parte Diego che, irretito dalla notizia delle bruschette sbruschettate, parte con un passo clamorosamente insostenibile per tutti noi, persino per Fabio.
Il percorso si snoda per i boschi di Senna Comasco, Navedano e Cucciago. Molto asfalto ed un fondo composto da sassi instabili non rendono proprio godibile la corsa. L’assenza di paesaggio che l’immersione nella nebbia ci regala compone il resto di un clima un poco surreale… se penso a quale giornata sia poi stata lunedì mi viene un po’ il magone.
Ancora problemi alla caviglia sinistra per me, l’appoggio è instabile e mi sono dimenticato di fasciarla… non regge proprio. Devo ancora lavorare di tavoletta propriocettiva e salto con la corda. Forse le fatiche di Torino ancora si fanno sentire, perché neppure la gamba è così agile… oggi sono io che inseguo Laura e non il contrario.
A questo punto vale la pensa svelare un segreto di pulcinella. Laura (che ancora non ho capito cosa stia aspettando a tesserarsi) ha accolto la mia sfida per la sua prima maratona e assieme stiamo preparando la maratona di di Zermatt… una bella mazzata come prima maratona, ma le Tartarughe possono tutto, per cui per me, dopo la dedizione alla tartaruga Alessandra che ha esordito a Venezia, si prospettano sei mesi dedicati a questa iniziazione del fuoco… povera Laura, ancora non sa cosa le aspetta (più che altro dovrà sopportarmi per sei mesi… pare che Alessandra sia dovuta scappare in Patagonia per riprendersi… avete notizie di lei?).
Passano i chilometri e passa il tempo, tra una chiacchiera, due battute e un paio di bicchieri di tè caldo (ma perché alle maratone agonistiche non allestiscono anche i pentoloni del tè caldo?) e siamo all’arrivo.
Sorpresa! L’aria è pervasa da una fragranza di pane, olio e aglio… le Bruschette ci sono! Che sapore… ma che alitosi dopo.
Una bella doccia calda (ed anche qui mi chiedo, ma come è possibile che una tapasciata possa offrire con 2 miseri euro una struttura di accoglienza enormemente superiore a molte competitive cittadine che costano trenta o più euro?) e neppure il tempo di asciugarsi che giungono strane voci alle nostre orecchie, pare che la Campionessa sia arrivata tristissima al traguardo in quanto si è persa lungo il tracciato e anziché cimentarsi nella 8° Maratona del Monte Goj, come noi ha corso lungo i percorsi del 23° Trofeo dei due Campanili… probabilmente pure su un percorso di 23 Km inventato da lei.
Grande festa comunque per tutti alla fine!
Rimane in noi però ancora un dubbio: dove fosse finita l’auto di Diego? Abbiamo dovuto girare tutta Senna Comasco in macchina per ritrovarla a pochi metri dal palazzetto… si vede che il troppo aglio delle bruschette fa male alla memoria.
Unico punto dolente della giornata, nebbia a parte, la birra del tradizionale aperitivo dopo corsa… acida, puzzolente e sgasata… e il gestore del bar ha pure ammesso “si lo so che fa schifo, è così la birra, me lo dicono tutti”… mah, contento lui… sereni comunque, lo abbiamo segnato nella black list, non capiterà più che le Tartarughe debbano subire una birraccia del genere.
Alla prossima Tartarughe!
Andrea Papini