Camminata del Pompiere

24 febbraio 2013 a 22:07
24.02.2013
Camminata del Pompiere – Lomazzo (CO)

La mia voglia di correre questa mattina non è alle stelle.

Ormai è un mese o più che la mia storica e infaticabile insonnia ha lasciato il passo ad una costanza, qualità ed abbondanza di sonno tali da richiedere anche un paio di richiami dal parte della sveglia.

Le ore piccole fatte ieri notte si sommano a questa mia nuova veste “dormigliona” e non posso fare a meno di far insinuare nella mia testa il pensiero che, forse, questa mattina posso anche girarmi e bigiare l’adunata delle Tartarughe.

Poi mi assalgono impetuosi una sequenza di tre pensieri.
Il dovere come membro della sorgente di partecipare a tutte le domeniche mattine FIASP delle Tartarughe. Le uniche scusanti valide per saltare questo impegno potrebbero essere  la malattia, un allenamento specifico o una gara.
Il piacere che alla fine, superato lo scoglio del buio, del freddo e del sonno, arriva sempre quando al raduno ritrovo i miei compagni ed amici di corsa.
Il cammino svolto sino ad ora con Laura per arrivare alla sua prima maratona, ci siamo allenati praticamente tutte le domeniche assieme e mancare per pigrizia sarebbe veramente un controsenso.
Faccio un bel respiro e con un deciso colpo di reni mi tiro giù dal letto.
Preparo la borsa, mi vesto e mi infilo in macchina.
Veloce sfreccio in autostrada e quasi senza accorgermene arrivo a Lomazzo.
Le note che mi accompagnano oggi sono quelle dei Black Rebel Motorcycle Club… …una recente scoperta. Il basso ulula saturo, la Gibson graffia distorta, la batteria picchia dritta al fegato e la voce ferisce i timpani. Quello che vi vuole per svegliarsi.
A proposito di Rock&Roll… pochi metri prima di parcheggiare vedo una figura davanti a me… non è il solito vecchio marciatore panzone della FIASP con il cappello di lana, la figura corre a ritmo di Doors, Led Zeppelin e Creedence Clearwater Revival … è Diego. Lui come ogni anno parte da casa per arrivare qui di corsa.
“Tu sei matto dentro” è il mio saluto e il suo sorriso mi conferma la cosa, caratteristica per la quale per altro credo che noi tutti si adori Diego.
Parcheggio, prendo la borsa e assieme a lui mi muovo verso il ritrovo. Il freddo è pungente e la neve imperversa ovunque. La direzione di gara decide che il percorso nel parco del Lura è troppo pericoloso e scivoloso e riduce la gara ad un anello di sei chilometri in paese.
La delusione è forte… la sveglia, le poche ore di sonno, i bei pensieri che mi hanno condotto sino a qui stamattina lasciano il passo a qualche benedizione nei confronti degli organizzatori…
…anche se Diego lascia passare poco perché questo malumore contamini il mio iniziale slancio e lancia la sua idea: “chissenefrega di quello che hanno deciso loro, noi ci infiliamo nel parco che è bellissimo con questa neve”.
Nel frattempo arriva il Gruppo. Antonio, Antonietta, Giorgio sono i primi ad affacciarsi timidamente sotto le tendine messe a disposizione dell’organizzazione. Neanche a farlo apposta, a qualche giorno dalla serata organizzata in suo onore, arriva anche Oscar, accompagnato dalla sua metà.
A questo punto l’idea di Diego, già lui profondo conoscitore del Parco del Lura, viene approvata e avvalorata da Oscar… siamo a cavallo! Il gruppo nel frattempo si infoltisce e tutti, senza alcuna eccezione, si lasciano coinvolgere dall’idea.
La colonna delle Tartarughe abbandona la caserma dei pompieri, si infila in un bar per il solito caffè e dopo la ripida discesa del municipio abbandona l’asfalto per immergersi nella natura del parco.
Tutto è coperto da una coltre di minimo trenta centimetri di neve, il paesaggio appare meraviglioso persino a me.
Prima di farci trasportare dall’euforia della neve, decidiamo prudentemente di scattare una foto di gruppo. In realtà Oscar ci regalerà un reportage ricchissimo della giornata.
Riguardando la foto penso a quale gruppo si sia improvvisato domenica per reagire alla noiosa scelta gli organizzatori della manifestazione:
Antonio, Antonietta, Marialaura, Diego, Fabio, Jessica, Vito, Laura, Alberto, Fiona, Giovanni, Mariuccia (a di il vero anche Luigi era presente, ma sapendo che ci saremmo allontanati dai ristori ufficiali ha preferito restare in paese), Roberto, Settimio, Oscar, Liviana e Giorgio.
Tempo di scattare la foto e subito il gruppo si abbandona a quanto di più ovvio si potesse fare con quella neve: gran pallonate! Approfittando della prima salitella la brigata dei trailers anticipa il resto della comitiva e si dispone tatticamente su di un piccolo crinale a tender imboscata.
La reazione non si fa attendere e dopo un deciso pareggio ci incamminiamo a passi diversi lungo i sentieri, talvolta battuti, talvolta vergini.
Si formano gruppi per velocità. Mi trovo subito a mio agio sulla superficie nevosa e mi diverto ad impostare allunghi, per poi tornare puntualmente indietro e ricompattarmi con il gruppo.
I colori delle Tartarughe stagliano tra il bianco della natura e sembriamo un’allegra macchia indisciplinata che si muove tra i boschi.
Antonio si sente nel ruolo, quasi come se stessimo compiendo un Trail, tutto sommato questo esperimento sa un po’ di TartaTrail… zaino, scarpe da Trail, bicchiere appeso allo spallaccio… sembra quasi voglia entrare in atmosfera Monte Bianco, come se ambisse al pettorale di qualcuno…
Il sentiero ad un certo punto incrocia il Lura spumeggiante… …chi sa quale sarà l’origine di questa “schiuma” ? Ripenso anche all’Olona di domenica scorsa e mi viene un po’ di tristezza a pensare in quale brutto posto del mondo tutto sommato si viva… …per fortuna Diego si cimenta in un acrobazia sulla balaustra del ponte.
Fabio inventa un nuovo gioco. Lui che spicca dal suo metro e novanta si attacca ai rami e scuotendoli fa cadere su chi gli sta attorno una delicata ma intensa “nevicata”… il gioco perdura per quasi tutta la giornata e anche gli alti si concedono il divertimento di provarci.
Qua e la i gruppi si dividono e i marciatori lasciano che i corridori allunghino il percorso affrontando sentieri più scoscesi e angusti. Il divertimento di correre nella natura è aumentato dalla instabilità degli appoggi e dallo scenario innevato.
E’ l’occasione per scambiare due chiacchiere con Jessica. Ogni volta si prodiga nel tessere le mie lodi e nel volermi vedere sistemato… i suoi complimenti a volte sono anche imbarazzanti e non vorrei finire poi anche malmenato dall’amico Vito per legittima gelosia. Chissà quali fini insegue questa amica nel volermi sempre così sponsorizzare, sia mai che mi voglia accasare? Jessica… guarda che sono ancora troppo giovane!
Neppure il tempo di parlar di amori e passioni, che subito Oscar cambia registro e ci lancia in una serie di sfide: “vediamo chi riesce a salire da qua”, “facciamo uno scatto lungo questa salita”, “vediamo chi sta in piedi qui”… a tratti sembra quasi di essere i protagonisti di una Winter StrongMan Run.
Finalmente in cima ad una delle ultime salite ci concediamo la seconda foto di gruppo… qui mi accorgo della presenza di un estraneo che si è unito alla combriccola,  i suoi colori sono più quelli dell’ANAS che quelli delle Tartarughe. Lo rivedremo prima o poi? Saremo riusciti a contagiare anche lui con la nostra follia.
Da follia a follia… neppure il tempo di prendere fiato e raccordarci sul tratto di ciclabile che riporta in paese che ecco spuntare delle vecchie conoscenze. Un gruppo di amici della A.S.D. Podismo e Cazzeggio ci attaccano dalle spalle e parte una amichevole battaglia tra squadre. Tutto finisce a taralluci e vino con una bella foto di gruppo.
La nostra escursione tra le nevi si sta concludendo. Quando arriviamo alla sede dei pompieri sono davvero pochi quelli che ancora indugiano al ristoro finale.
Ma questo ristoro per noi è solo scarno antipasto di quel che ci aspetta. A Caronno infatti da li a breve si svolgerà un raduno a sorpresa per festeggiare l’amico e Tartaruga Roberto Geroli, che compierà a breve gli anni. Antonio mi propone una superlussuosa doccia a casa sua. La totale assenza di una doccia decente a Lomazzo mi fa accettare di buon grado. Dovete sapere che Antonio non ha una doccia, ha un locale doccia con tanto di infissi al posto della classica paretina! Che lusso! Mi sentivo quasi in una SPA.
Il raduno ovviamente non poteva che avvenire dagli amici Siciliani che sempre ci saziano con squisiti Arancina di Riso, aromatici Sfincioni, gustosi Panzerotti, ricche Pizzette e delizie di ogni genere… il tutto bagnato da fiumi di ottimo e raffinato bianco di Trinacria.
Che meraviglia! Nessuno si tira indietro e riempiamo il locala al di la di ogni possibile capienza.
Per me è stata la conferma che non esiste un evento quando il gruppo di amici con cui corro è un evento a se… possono saltare le gare, possono saltare i percorsi, possono mancare i ristori, ma nulla ferma la coinvolgente voglia di correre e divertirsi delle Tartarughe.
Andrea Papini