Dal prologo alla Realtà

18 aprile 2013 a 21:55
Dal prologo alla Realtà
Giovanni Pessina – 18.04.0213
Prologo
Venerdì sera in casa con Fiona, prepariamo i bagagli: io per l ‘Elba  e lei per l’Inghilterra. Fiona avrebbe preferito partire per l’Elba , controlla il mio bagaglio , discutiamo della gara, degli allenamenti fatti, ne io ne lei sappiamo cosa mi aspetterà sul percorso, ci  ripetiamo gli aneddoti sul trail sentiti in sede e alle tapasciate. Passiamo in rassegna tutte le tartarughe, anche quelle che non parteciperanno alla trasferta elbana. Alcuni sono quasi degli sconosciuti ma uniti a noi dalla stessa maglia e questo basta a farceli sentire complici e amici.
La mattina sveglia di buon ora, un saluto, un bacio e via, ognuno per la sua avventura.
Viaggio
Al punto di incontro arrivano tutti puntuali saliamo sul pullman e iniziano subito i racconti, discussioni, battute  scherzose.Si parte, dopo pochi minuti, in tangenziale,  imbarchiamo le ultime due tartarughe Alessandra, Rinaldo e.. la bicicletta: chissà se da casa a li sono venuti in bici, lui pedalando e lei in canna.La giornata si preannuncia bella si alza il sole, arriviamo a Piombino con il morale alle stelle.Scendiamo dal pullman per imbarcarci e….. entrano in azione le tartarughe.
Sul traghetto si apre un tavolino pieghevole, compare un coltello, 5 salami, una montagna di bresaola, pane e vino e birra più qualche bibita. Alberto, forte della sua esperienza professionale, impugna il coltello e inizia ad affettare i salami mentre Laura riempie i panini di bresaola.
L’aria del male, il clima festoso mi inducono  a partecipare allo “spuntino” con voracità, il clima e i profumi dei salumi coinvolgono gli altri passeggeri che vengono invitati a condividere.
Briefing
È il mio primo briefing su un trail, ma è anche il mio primo trail!: sono eccitato, curioso, voglio iniziare.
All’inizio si parla del progetto che ha originato la corsa: Eleonora per vincere. Sullo schermo vedo una foto di Eleonora, una  bella ragazza mora, viso gentile lo sguardo dolce. Eleonora è  mancata quando, finita l’adolescenza,  si parte per la vita, come per un trail,  l’orizzonte della vita è talmente lontano che  non lo si vede neanche. Come Sua continuazione il progetto Eleonora per vincere si fa carico della costruzione e conduzione di una scuola/orfanotrofio  in Madagascar.
Inizia la parte riguardante il trail, viene raccontato il percorso e sul  video, mentre viene proiettata la planimetria del territorio interessato, una linea fucsia traccia il percorso che seguiremo. Quanto è lungo ? dove riuscirò ad arrivare? Domande senza risposta almeno fino a domani .
Trail
È mattina,sveglia alle 4 ma sono già sveglio da un paio d’ore, mi alzo ripensando  alla linea fucsia e alla strada che mi aspetta, quella linea mi inquieta un po’ . Colazione poi veloci alla partenza. Il  via.Si inzia a correre nella semi oscurità del lungomare, riconosco volti amici e questo mi conforta. Presto inizia la salita, si devia a destra su un sentiero e quasi subito ci si ferma al primo e unico imbottigliamento.
Tutti vogliono passare ma senza spintoni, non siamo in metrò,ed  ecco che succede il miracolo: come Mosè aprì le acque del mare così Alessandra e Laura riescono ad aprire  la marea umana con il loro dolce sorriso e passano. Chi potrebbe fermarle ? se lo saranno chiesto tutti mentre si allargavano: niente e nessuno, sorridendo fino al traguardo.
Eccolo il segreto del trail, è un  sorriso, sorridi al percorso e questo ti ripagherà. Forte di questa consapevolezza mi lancio sul percorso. Si sale si scende, si risale e si riscende, cado e mi rialzo, si risale…… Il monte capanne è li vicino a momenti mi sembra di poterlo toccare con la mano ma subito si allontana. Non ho finito il mio trail, a 40km si è fermato perché ero fuori tempo massimo. Al secondo cancello.
Considerazioni
Potendo proseguire forse lo avrei finito, ma solo camminando, non sarei riuscito a correre una falcata di corsa in più per mancanza di energia, di esperienza , di sufficiente allenamento. Alla fine,di questo sono un po’ fiero,  non mi sono ritrovato distrutto dalla fatica, con le gambe che urlavano pietà, e a ripetermi: chi m’o fa fa? Ho un bellissimo ricordo i questo trail, mi sono riempito gli occhi di scenari naturali, solidarietà di persone che condividevano la stessa fatica, la tensione della vita quotidiana che si disperdeva alle mie spalle e nuova energia, l’energia del bosco delle rocce, che mi ricaricava la mente e il corpo. Avrei voluto che il trail non finisse, volevo continuare a vagare sul percorso,senza fine. Rientrato al traguardo abbracci con gli altri i complimenti a chi ha finito, condivisione delle esperienze e la consapevolezza che siamo un gran bel gruppo (non c’è neanche uno spaccamaroni)
Rientro
È lunedì mattina si rientra a Milano ma con sosta in un agriturismo per un fantastico pranzo nel più puro spirito delle tartarughe. È sera siamo tutti un po’ stanchi, arrivati a destinazione ci salutiamo e ognuno prende la sua strada verso casa.
La realtà
Arrivo a casa, c’è buio, Fiona è ancora in Inghilterra, doccia veloce,bevo un po’ d’acqua e accendo la televisione. Da qualche ora si è conclusa la Maratona di Boston e voglio sapere come è andata.
Delle immagini di violenza mi riportano alla realtà, l’attentato alla maratona mi svuota, non riesco a pensare, sono incredulo, fatico a capire bene cosa è successo.
All’Elba una giovane vita si è spenta. Da quel dramma , attraverso una corsa, si è fatta rifiorire la vita in una parte lontana del mondo. A Boston la violenza su una corsa ha troncato delle vite. la mia risposta a questa violenza è racchiusa in 3 parole: Eleonora per vincere.

 

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