ColleMar-athon – Giovanni

5 maggio 2013 a 21:41
05.05.2013
ColleMar-athon – Barchi (PU)
 
Il debuttante ( la mia prima inconsueta maratona )
Prima avevo sentito racconti e aneddoti sulla prima maratona, erano un misto di eccitazione e angoscia su questo debutto : sono pronto per correrla?   arriverò alla fine o mi schianterò prima? saprò superare le crisi che arriveranno? come reagirò alla crisi del 30° chilometro quella che stronca tutti, spesso anche i campioni? poi crisi e nausee lungo il percorso voglia di ritirarsi e per continuare si deve dar fondo a tutta la propria forza di volontà.
La grande gioia di chi riesce a finire la gara e si sente moralmente più forte.
Il post gara poi: dolori alle gambe per giorni e spesso  per settimane, nausea al solo pensiero di riprendere a correre:  basta, mai più maratone!                                                                                                                           
Questi sono i discorsi che generalmente  fanno i runners quando parlano di maratona, ma… qui abbiamo a che fare con le tartarughe della kirghisia e questo a fatto tutta la differenza.
In sede, nelle riunioni del giovedì, si era parlato spesso di questa maratona, non per la sua spettacolarità visto che parte dalla rocca di una cittadina medievale e nel suo tragitto di saliscendi tocca altre piacevoli località del primo entroterra marchigiano per poi  correre  verso il mare, a Fano agognato traguardo, non per il calore del pubblico e degli addetti all’organizzazione che ti salutano, ti incitano, ti offrono i vari generi di ristoro con grande partecipazione, non per il viaggio su due pullmini dove si socializza, si scherza e, se ce ne fosse ancora bisogno, si cementa lo spirito della squadra, non per la splendida notte in campeggio libero sulla spiaggia  che mi ha fatto ritornare indietro nel tempo (leggere il bel resoconto di Andrea) ma per la partecipazione di Alessia,  ragazza seduta su una carrozzina, come lei si è definita, che aveva espresso il desiderio di partecipare ad una maratona e le tartarughe avevano immediatamente e con grande entusiasmo deciso di concretizzare questo desiderio facendola partecipare con il gruppo alla Collemar-athon.
Alessia è stata il motore di tutta la trasferta, ha cantato il sabato sera in spiaggia, ha sorriso per tutta la maratona, si è lasciata fotografare con piglio da star  ed  ha avuto parole gentili per  tutti i runners di lungo corso, con alle spalle ultratrail e maratone si sono incaricati di trainare e guidare la carrozzina per tutti i 42.195 canonici metri del percorso.
A loro va tutta la mia ammirazione e gratitudine e sono felice di averli come compagni di squadra e come amici.
Questo è stata l’esperienza principale della giornata, vedere la determinazione di questa giovane donna nel rincorrere il suo sogno, impossibile agli occhi dei più ma non hai suoi  ne a quelli delle tartarughe.
Durante il percorso abbiamo incontrato Chiara, ragazza non vedente che, con un’accompagnatrice, affrontava anche lei la maratona. Per un tratto Chiara ha guidato la carrozzina e a me sono venute le vertigini ma non per la stanchezza.  quel momento ha rimesso a posto alcuni tasselli della mia vita male incastrati spazzando via i dubbi sui reali valori del vivere.
Valori semplici come credere nei propri sogni, partecipare e condividere.   Sul percorso ho vissuto grandi emozioni,  tutta la gente che applaudiva, gridava bravi, incoraggiava……..
La mia corsa
Sono partito con un po’ d’ansia, determinato a finire ma non ero sicuro del risultato. La partenza è stata spettacolare con la musica, il  colpo di mortaio e i coriandoli.Siamo partiti tutti insieme in fondo al fiume dei partecipanti, è stato bellissimo, un branco tra i branchi con la maglia delle tartarughe a distinguerci,la nostra maglia sociale tanto richiesta ed ammirata.
Grazie al ritmo non elevato e al fatto di aspettare i ritardatari ai ristori sono riuscito a tenere il passo del gruppo fino al trentesimo, poi il mio ritmo è calato ma ho continuato fermandomi il meno possibile ai ristori. Un po’ alla volta vedevo il gruppo passare da grandezza naturale a metà altezza, poi a grandezza di un pollice verticale , subito dopo a quella di un pollice orizzontale e poi sparire.
Ma non sono sparite le tartarughe, a turno Antonio, Guido  e Antonietta tornavano indietro a verificare le posizioni dei ritardatari. Roberto poi  ,  non potendo correre per infortunio,  in  bicicletta ha fatto da ufficiale di collegamento tra l’avanguardia e le retrovie coordinando la squadra.
Presenze che mi hanno incoraggiato con consigli esempio e buonumore. Antonietta  è stata una sorta di angelo custode per me e per atleti di altre squadre, come uno cedeva subito lei  si avvicinava per fargli riprendere la corsa spronandolo a resistere e a continuare.
Ad un chilometro dal traguardo ecco tutta la squadra ferma ad aspettarmi per il gran finale, ci si ricompatta, ritrovo l’entusiasmo, tutti si tarano sul mio passo  e via per  far fermare il cronometro.
Grande entusiasmo al traguardo, un botto e una pioggia di coriandoli ci accolgono, la gente applaude Alessia, applaude la squadra, è una grande festa, l’entusiasmo delle tartarughe che non hanno corso e che ci aspettano. Momenti che non dimenticherò.
Mi congratulo con Fiona, anche lei al debutto che si congratula a sua volta con me. La ringrazio per aver condiviso la mia passione, adesso è anche sua e visto che è più veloce di me… Sono partito per la mia prima maratona e torno con una’esperienza di vita significativa Ringrazio Alessia Angela Laura MariaLaura Antonietta Fiona Elisa Sonia Antonio Andrea Fabio Guido Roberto Roberto Diego Gianfranco Alberto Oscar Maurizio Guido per averla condivisa.
(Cosa avranno in serbo le tartarughe per il futuro ?)
Giovanni Pessina
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