Giro Podistico del Lario

12 maggio 2013 a 21:26
12.05.2013 
GIRO PODISTICO DEL LARIO – Asso (CO)
Il “Tartarugo”
Antefatto…
Giovedì sera, prima riunione da “tartarughizzato”, Diego, col suo fare coinvolgente e sull’onda personale dell’emozione da neo-associato, mi spinge a dire di si alla partecipazione al 40 Giro podistico del Lario: “dai vieni anche tu, tanto facciamo quella corta”.
Nella mia mente iniziano le domande… corta? Sarà la 6 o la 11 km? Speriamo non sia la 19.. in salita non ho mai corso… Vedremo.
Poi ci si mette d’accordo sull’orario del ritrovo.. 6.45! sei-e-quarantacinque? Ma è domenica.. va beh, un sacrificio ogni tanto si può fare.
E arriva la Domenica mattina…
In auto, io e Diego, nella fretta di arrivare per tempo al ritrovo della partenza, andiamo lunghi (molto lunghi) arrivando fino al Ghisallo: “almeno abbiamo fatto una ricognizione del percorso”…
Iniziamo bene – penso -. Poco prima di parcheggiare Diego mi chiede se voglio indossare la sua maglia delle tartarughe perchè la mia non è ancora arrivata. Certo! Grazie! “Guarda che è quella che ha finito la ColleMar, mi raccomdando”.
Oh Signur, non ho ancora iniziato la vita sociale da tartarugo e sento già sulle spalle il peso della storia.. Speriamo almeno che mi porti bene – e speriamo di non rovinare la maglia, altrimenti Diego mi spiuma vivo.
Foto, partenza, via!
Che bello correre in gruppo, il tempo passa veloce, la strada scorre tranquilla, le salite quasi non si sentono. In compenso si sente Diego che tiene alto il morale del gruppo con le sue storie e i suoi racconti. Ho anche il piacere di correre per un tratto fianco a fianco della campionessa, che con i suoi modi gentili e pacati mi racconta della nove colli dello scorso anno.
Bello, emozionante, sorprendente.
Ad un certo punto noi tartarughe passiamo di slancio un altro runner molto impegnato in salita mentre Diego, con la sua tipica parlata, sta raccontando l’ennesima storia ad un volume di voce non proprio “da chiesa” e sento borbottare dal tizio: “ma come diavolo fa a parlare a quel volume di voce in questa salita?”.
Mi viene da sorridere…
Caro compagno runner, è proprio questo il segreto che ho colto da questa mia prima uscita comunitaria: il sollievo della distrazione del gruppo ti spinge come il vento in poppa.
La fatica condivisa pesa meno della fatica solitaria e lo capisco quando, al ristoro dei 12 Km, il barbetta – coniugato campionessa – propone di fare qualche cento metri in più, in salita ovviamente, per vedere il lago dall’alto. I primi pensieri che mi sono passati per la mente non li posso scrivere qui, non sarebbe conveniente, ma i secondi sono stati una rivelazione anche per me: meno male che mi hanno portato sin qui, ho scoperto un angolo di paradiso che non conoscevo.
Al termine dei 20 km, un tartarugo in modo amichevole mi dice: “mi stai già antipatico, sei appena arrivato e corri più veloce di me”.. Tranquillo, era solo la maglia di Diego che, come quella di superman o di spiderman, mi ha dato la forza di terminare il giro in scioltezza.
Colgo l’occasione per fare il mio personale, piccolo ma grande in bocca al lupo alla Campionessa e a Diego per la sfida che li attende nel weekend prossimo alla nove colli.
Chissà che un giorno anche io…..
W le tartarughe, W la compagnia, W la corsa.
Lucio Caroni
Neo tartarughizzato