Voglio Fermare la Nove Colli

19 maggio 2013 a 21:20
Voglio Fermare la Nove Colli
Solo su Due Fotogrammi
Fotogramma 1
 
Forse il solo handicap di questa corsa è la tensione di dover condividere gli ultimi 25 kilometri con sciami di ciclisti.
Io, Paola ed Elisa siamo parcheggiati al sicuro nei pressi di un incrocio, presidiato da un volontario e scambiamo due parole con lui… Tra le altre cose, mi dice di trovarsi li dalle 8 del mattino e di avere incitato i concorrenti, che trova, peraltro, un po’ “seriosi” (forse avrebbe voluto usare un altro termine).
Solo uno lo ha ringraziato del suo incoraggiamento, mentre agli altri quasi sembra dare fastidio il suo comportamento.
Gli dico che noi abbiamo il problema opposto: la ragazza che seguiamo si ferma sempre a parlare con i volontari, dimenticandosi il motivo per cui si trova a Cesenatico: correre la Nove Colli!
Si è alzato un vento gelido e iniziano a cadere alcune gocce di pioggia. Dalla curva, vediamo spuntare, non proprio velocemente, Antonietta.
È in crisi e non riesce a ingerire niente da molto tempo. Le corro subito incontro con il mio grande impermeabile rosso, quello da montagna, perché vedo che ha solo la maglietta…
Cercando di sistemarlo, arriviamo dal volontario, con il quale lei, naturalmente incomincia a parlare, mentre lui cerca di ripararla un po’ con il suo ombrello.
Lei lo ringrazia calorosamente, lui la saluta… e lei “Non si saluta così!” e gli da un bacio sulla guancia, riprendendo la sua corsa.
Il volontario la guarda allontanarsi e poi, girandosi verso di me visibilmente commosso e nascondendo una lacrima, mi dice: “è vero quello che mi raccontavi su di lei! mi raccomando, io non la rivedrò più, ma tu, all’arrivo, dille quanto è stato importante per me quel bacio!”.
Fotogramma 2
Siamo fermi (io, Elisa e Paola) da diverso tempo presso un casolare ai piedi del Calvario (non è un eufemismo, ma da li partiva il sentiero per la salita ed è tutto documentato dalle foto!).
Nell’attesa, stringiamo amicizia con uno “spinone” zeccoso.
Diego arriva trascinandosi e contorcendo la bocca per i crampi che lo attanagliano ad ogni movimento.
Lo invitiamo a sdraiarsi un po’ che, chissà… magari…
Mentre è “rilassato” (forse è un parolone, visto che lo spinone nel frattempo lo lecca per confortarlo!), noi assistiamo ad una scena da film horror: le sue gambe (specialmente i polpacci) sono tutte percorse (sottopelle) da “lombrichi impazziti”.
Spinto dall’esempio dello spinone, decido di accarezzagli i polpacci con il risultato di interrompere momentaneamente la libera circolazione dei “vermi” che si irrigidiscono, dividendo in modo netto i muscoli gemelli e proseguendo il cammino nello spazio libero (se può rendere l’immagine, pensate a Mosè che divide le acque e al popolo ebreo che passa in quel varco).
Comunque, per ora, decide di proseguire, anche perché lo spinone, con le sue leccate lenitive, non gli dà alternativa!
P.S.: più avanti è stato costretto ad interrompere la corsa e ha deciso di vivere la sua nove colli “diversamente”. Da come ha reagito e da come è stato “di compagnia”, non è detto che il finire la gara e avere al collo una medaglia, gli avrebbero dato di più di ciò che ha conquistato quel giorno… Diego, Antonietta, Antonio, Paola, Elisa, Fabio, Laura, Gianfranco ed io… ognuno di noi ha “vissuto” la Sua Nove Colli. Ne ho già due alle spalle (a pari merito con Diego),  mi batte solo la Coppia Castroflorio… molti, dopo anni di corse, non l’hanno ancora “ respirata”…
Pensate a Gianfranco che, con i postumi della sua prima maratona, ha voluto provare anche questa (e per non farsi mancare proprio niente, qualche kilometro in bici!).
Richiesta di Aiuto
Sono un uomo fatto di carne e soggetto a continue tentazioni. Sabato mattina, respirando l’atmosfera della Nove Colli, ho sentito l’impulso di correrla.
Ho cercato di resistere, ma non ho mai sentito le gambe così bene.
Mentre attendevo Diego ed Antonietta, avvertivo che quel luogo, quel paesaggio mi assorbiva.
Ho corso dei tratti… anche di venti metri!: le gambe andavano da sole e l’asfalto sotto i miei piedi era fin troppo morbido…
Ho accennato qualcosa a Fabio che considero un vero amico e lui, sorridendo ha cercato di dissuadermi.
Ho bisogno di amici come lui per superare questa prova perché io vedo solo tante tartarughe sul percorso… Nove Colli pieni di Tartarughini.
 
Maurizio Crepaldi