Allenamento di Gruppo sul Cornizzolo

11 giugno 2013 a 21:09
11.06.2013
Allenamento di Gruppo sul Cornizzolo – Eupilio (CO)
Questa volta l’idea de matt è venuta al Fabio.
Sul prato della 24x1ora…Tra una salamella e i balli del Settimio mi fa: “Io martedì sera vado sul Cornizzolo…vuoi venire?”
Il Cornizzolo è un posto magico…Fabio è un compagno di corsa generoso e fortissimo.
Con queste premesse necessariamente caccio indietro le mie paure (compresa quella dei lupi lariani) e rispondo convinto: Sì.
“Dov’è che andate?” dall’altra parte del prato qualcuno ha sentito la nostra conversazione.
Nel giro di pochi minuti la domanda si ripete più volte…e la risposta è sempre la stessa: “andiamo a fare una notturna sul Cornizzolo”.
In breve danno la loro adesione in 5…poi 8…forse confermano in 10.
Al ritrovo sui bordi del Lago del Segrino siamo in 12.
Dalla nemo di Laura scende anche Alessandra, che ci deve volere un po’ di bene davvero, per sciropparsi tutta la pianura padana per raggiungerci in Brianza alle otto e mezza di sera!
Diego guida il gruppo con la maglia delle tartarughe..quella smanicata. Andrea serra inizialmente la fila…chiuso in un bel giubbino da media montagna. Qualcuno poi è alla prima esperienza in notturna: sotto la luce della frontale ci sono anche Fiona, Giovanni e Settimio.
Il buio cala giusto in tempo per mostrare a tutti noi il luminosissimo catino che contorna la città: un tributo che, così bello, la pianura concede solo a chi ha l’ardire di salire su una vetta prealpina in una notte senza luna.
Sono queste istantanee  che danno morale a chi -come me- ha le gambe un po’ rigide già dopo la prima rampa. La voglia di vedere cosa c’è “oltre” spinge a continuare: gli immancabili incitamenti per tutti di Antonio fanno il resto.
Come è giusto che sia in un trail, il gruppo si sgrana: le salite, e molto più le discese, impongono ad ognuno il proprio passo. Ma è bellissimo vedere ad ogni bivio, prima di ogni passaggio un po’ delicato, il balissaggio offerto dalle lampade dei primi che aspettano gli “inseguitori”. Con questo elastico, di fatto, abbiamo la possibilità di stare insieme tutti, e tutti godere dei racconti un po’ sgangherati che vengono fuori in questi improvvisati consessi sui sentieri.
Fango. Tanto. Acqua. Tantissima. L’anomala primavera ha lasciato le sue  tracce anche sul Cornizzolo, trasformato in una di quelle roccaforti ripiene di Vietcong che il cinema ci ha insegnato a temere. Ma in compagnia tutto è occasione di una risata più che di una arrabbiatura! Qualcuno rischia di cadere; “Ciao io vado”, a cadere, sembra che addirittura si diverta.
Ci perdiamo. “Assolutamente no, siamo sul sentiero”….sarà; in un attimo siamo di nuovo nel fitto del bosco, sulla via del ritorno. Beh..si fa presto a dire “in un attimo”…..ormai è abbondantemente passata la mezzanotte!
L’ultimo tratto del tragitto fiancheggia il Segrino. L’asfalto asciutto offre la possibilità di tirare un po’ il fiato; a fare da contorno un concerto di rane rischiarato da mille lucciole. Ce ne sono ancora! E tantissime! Non di quelle con i tacchi alti e il trucco pesante: lucciole vere!
Il momento magico e poetico viene esaltato da una bella fetta di anguria prima di salutarci….grazie Vito. Ci voleva proprio!!!
“E’ tardissimo! Chissà Rinaldo cosa penserà”, qualcuno si chiede. Rinaldo -interpretando il pensiero femminile- avrà pianto a dirotto tutta la serata…abbandonato al suo destino. Per di più affamato e improvvisamente privo di ogni mezzo di sostentamento.
Rinaldo –secondo il pensiero di Antonio- è a casa spaparanzato sul divano che si gode la libertà, in compagnia di una bella birra…
Sarà Rinaldo a raccontarci la verità, magari la prossima volta che affronteremo un improvvisato “TartaTrail” in notturna.
 
Luca Terruzzi