Le tartarughe van di notte con le pile fiocche fiocche

18 giugno 2013 a 21:06
Le tartarughe van di notte con le pile fiocche fiocche…
Racconto semiserio di una notte al chiaro di luna in compagnia di 11 compagni dal carapace duro.
Dopo tutte le storie mitiche, incredibili e fantastiche che sento raccontare da tutti voi sulle imprese di questo, di quello e di quell’altro di trail, ultratrail, megatrail e spaziotrail mi sono detto… chissà se anch’io un giorno…
Così con le antenne pronte a cogliere ogni possibilità alla portata di un tartarugo a tre zampe come me, vedo su Facebook la foto di martedì 11 giugno del gruppetto di voi che, sfidando le tenebre, ha fatto un trail notturno di allenamento… Se ricapitasse…
Infatti, puntualmente, ecco l’occasione: trail notturno di allenamento al Monte Generoso versante svizzero.  Senza nemmeno riflettere dico subito di si alla proposta.
Si ma… e lo zainetto? e la torcia frontale? Per mia – nostra – fortuna nel gruppo c’è una tartaruga coi fiocchi e i controfiocchi che di nome fa Diego.
“Ci penso io, ti presto tutto io”. Problem? No problem!
Grande TartaDiego.
Via, è deciso, si partecipa.
Martedì 18, il grande giorno, iniziano le domande…
Devo mangiare prima?
Cosa porto da bere?
Maglie?
Magliette?
Maglioni?
…ramponi da ghiaccio?
(ma che dico, siamo in giugno, basta pensieri da “ripensamento”…sii deciso).
SMS… “Diego scusa, ma tu mangi prima?” Domanda retorica… ovvio: “Pasta col gorgonzola e due polpette!” eeeeehhhh?!?!?
Va beh lasciamo stare.
Lui è una tartaruga autoctona mentre io sono appena sbarcato…
Così, alla fine, ci ritroviamo sulla salita del Generoso.  Ogni tanto qualcuno accelera, qualcuno si stacca un pochino, qualcuno ha il fiatone, ma tutti arriviamo in cima.  Sudati, un po’ stanchi (nemmeno più di tanto per la verità) ma con un sorrisone enorme sulle labbra.
Paesaggio fantastico. Silenzio assordante. Frescura riposante.
Gruppo splendido.
Non faccio in tempo a cambiare la maglia (leggermente sudata… praticamente come dopo un bagno in piscina vestito) che ci buttiamo a capofitto in discesa.
Corri, corri.. tanto hai la lampada che illumina il cammino.
Già la lampada… ci vorrebbe quella di Aladino per vedere le rocce e i rami che sporgono infidi dal terreno. Peccato che la mia sia quella che TartaDiego mi ha prestato la cui luce fa gara con quella della luna (a proposito, risultato finale della gara: luna 2 – lampada 0).
Così mi metto praticamente appiccicato alle terga (con tutto il rispetto parlando) di Alessandra che al posto della lampada frontale deve aver rubato un fanale alogeno dell’auto di Fabio, perché riesce ad illuminare il terreno davanti a sé in modo spettacolare.
Peccato non basti: un simpatico ma infido sasso mi fa lo sgambetto e finisco lungo disteso sul sentiero.
Esito: sbucciatura di ginocchia (era da quando andavo con i pattini circa 40 anni fa che non mi succedeva) e una bottarella all’anca.
Nulla ad ogni modo che possa scalfire il carapace di un tartarugo intenzionato ad andare fino alla fine.
E che fine!
Infatti, arrivati alle auto, Fabio-il-camperista-provetto sforna dalla sua macchina una cassa di pesche, un contenitore di ciliege,  lattine di birra, 6 bottiglie di acqua (da 1,5 litri), un rotolone di scottex e altro.
Ad un certo punto abbiamo temuto che tirasse fuori – da dove non si sa – anche una toilette chimica.
(Fabio, un consiglio: la prossima volta vieni davvero col camper così srotoliamo la veranda, installiamo un bel tavolino, qualche sdraio e passiamo la notte a ciaccolare in compagnia.)
Oggi, giorno dopo, oltre alle ginocchia spelate mi rimane un ricordo bellissimo di una esperienza che consiglio davvero a tutti di provare.
Non è la solita corsa, non è la solita sfida, non è una gara. E’ un momento unico per vivere e sfidare consapevolmente la natura, la notte e i propri sensi.
Grazie a tutti i compagni simpaticissimi che hanno partecipato a questa bella serata.
 
Tartarugo Lucio.