Gran Paradiso Trail

22 giugno 2013 a 21:04
22.06.2013
Gran Paradiso Trail – Remes-Notre-Dame (AO)
Dalla pianura al Gran Paradiso e ritorno.
Il ritrovo è a Saronno, parcheggio l’auto  e vedo subito  arrivare gli altri, carichiamo le borse con il materiale per il trail sul camper di Fabio.
Vedo  Antonio con  un pacchetto in mano, che sarà mai? Due salami e pane pugliese… lui si che è una vera tartaruga, ecco perchè lo hanno fatto vice-presidente mi dico. Antonietta ha preparato una crostata. profuma ancora di forno e io ha già l’acquolina in bocca.
Saliamo sul camper e si parte, Fabio alla guida con a fianco Luca, io Vito Antonio e Antonietta comodamente seduti nel salottino e facciamo salotto sul serio: si parla un po’ di corsa, un po della famiglia, un po’ di gossip… ma sono discreto e non divulgo.
Siamo tutti eccitati per quello che ci aspetta, io più di tutti.
Ascolto i racconti di Antonio e Luca che hanno esperienza in materia avendo fatto trail di oltre  100 cappaemme con tutte condizioni climatiche.
Chiedo qualche consiglio e mi chiedo ce la farò? Certo che si mi dico!
Fuori inizia a fare buio, appaiono le montagne, scure con le cime bianche di neve, quasi fosforescenti per i riflessi dell’ultima luce.
Come previsto  dal  manuale delle tartarughe mettiamo sul tavolo un salame il pane, entrambi vengono subito affettati. Antonio con un gesto di prestigo fa apparire una bottiglia di vino bianco e fresco, per brindare a questa nuova avventura.
Lasciamo l’autostrada ad Aosta e ci dirigiamo verso la destinazione e punto di partenza del trail: Rhemes Notre Dame.
Traditi dal Tom Tom proseguiamo dritti ad un bivio, vai e vai ci accorgiamo dell’errore. Chiediamo informazioni e inestiamo la retromarcia per tornare sui nostri passi per un tratto e deviare verso la meta.
Parcheggiamo, quattro chiacchiere e ci mettiamo a letto. Sono nel mio sacco comodamente steso, qualcuno si addormenta subito , altri chiacchierano per un po’. Guardo fuori dall’oblò che non ho oscurato, vedo la montagna di fronte , sembra altissima e lo è! Penso che domani, forse,  salirò lì, in cima . Penso a qualche tattica di gara e mi addormento.
Sveglia ! sono le 5:30 ci dobbiamo preparare, Fabio farà il trail lungo e parte alle 7,00!
Colazione con the e crostata fatta da Antonietta e via ad incontrare gli altri: Oscar e Maurizio che faranno il lungo con Fabio, mentre Liviana Paola Elisa e Sonia a far da supporto con Alberto a riposo perchè infortunato.
Prendiamo un caffè,  breve ricognizione al punto di partenza, depositiamo le borse e arriva l’ora di dire in bocca al lupo ai primi partenti. Sono tranquilli, rodati e oggi verificheranno la loro messa a punto in vista di impegni più intensi.
Li vediamo partire, mi sale un po’ di tensione per quello che mi aspetta: se non l’ignoto il poco noto ma come dice Oscar: si parte per arrivare!
Partiti loro andiamo a bere un’altro caffè, il primo che abbiamo bevuto era stato bollato all’unanimità come  ciofeca! Arriva l’ora della seconda partenza, ci portiamo nell’area, ci salutiamo, foto di rito e via…
Parto e mi metto dietro Antonio ma dopo 3/400 metri mi manca il fiato! Ansimo il cuore batte a mille! Rallendo e mi chiedo cosa mi succede, è l’altura mi dicono  quelli accanto a me, è solo una questione di  acclimatazione. Smetto di correre e cammino il passo è buono, vede gli altri che si allontanano, li saluto mentalmente e imposto la mia gara. Niente panico, niente è compromesso, vedo attorno a me molti che camminano, la salita è iniziata è dura e qui corrono in pochi.
Lo scenario montano si apre, il panorama è favoloso. Ci avviciniamo alla neve, passiamo delle cascate d’acqua, piccoli nevai. Il tempo è splendido e lo sarà per tutta la giornata. Vedo a 10 metri da me una marmotta e più lontano dei camosci (o qualche loro cugino)si sale e si sale ma le gambe vanno senza un lamento e questo mi fa immensamente piacere, si sale e si sale. Quasi in cima si intravede il punto di ristoro che raggiungo velocemente, un goccio di coca, due bicchieri d’acqua e via subito. Inizia la discesa, corricchio perchè non riesco a correre, tiro dritto per la mia strada fino al ristoro succesivo quello dei 20km. Due battute con gli addetti e via subito per quella che credevo fosse l’ultima salita. Mentre salgo vedo in lontananza il punto di controllo con una guardia forestale che mi fa uno screening con il binocolo. Prendo  subito un contegno da atleta che cerco di tenere, con scarso successo, fino a quando lo raggiungo. Lui sorride e mi dice sei arrivato… arrivato in paradiso.
Riparto subito e inizio a scendere, tratti scoperti e tratti nel bosco. Ho voglia di arrivare di sapere come è andata agli altri. Uscendo dal bosco vedo Antonietta, Antonio e Luca che salgono mi sembra strano quel percorso! Non ci penso più di tanto e urlo i loro nomi, vederli mi ha caricato ritrovo l’entusiasmo. Mi dicono che Vito e “quelli” della lunga sono già arrivati.  Antonio mi spiega che c’è un circuito di 4 km fare con un’ultima salita molto ripida da fare 2 volte ed è quella che stanno facendo loro.
Resto un attimo con loro poi corro via per affrontare l’ultimo giro che transita in prossimità del traguardo. Li trovo tutti gli altri che mi incoraggiamo, Alberto mi da un paio di consigli per l’ultimo assalto.
Affronto la famigerata salita con gran fatica e poi via verso il traguardo vero. Ad un km circa vedo Alberto che mi è venuto incontro e corre con me nell’ultimo tratto. Sono al settimo cielo!! All’arrivo ricevo i complimenti di tutti, in particolare da Paola che non vedendomi arrivare prima si era un po’ preoccupata.
Un grazie a tutte le tartarughe che in questi mesi mi hanno supportato, sopportato e motivato perchè potessi fare e finire un trail.
Poi il relax, lo scambio di esperienze, il  trasferimento in Valsavarenche  a casa di Liviana e Oscar dove tra le varie cose abbiamo dato il meglio di noi nel: ” Saccheggio delle mense”.
La via del ritorno  ci ha visti un po’ stanchi nel fisico, ricchi nello spirito e soddisfatti per l’esperienza, in poche parole pronti per la prossima avventura.
Giovanni Pessina
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