Marathon Trail Lago di Como

14 luglio 2013 a 8:52
Fotografie di Elisa Banfi
13-14.07.2013
Marathon Trail Lago di Como - Como (CO)

Scoprire il mondo dei trail è stato come tornare bambina alla scoperta di nuovi “orizzonti”.

Dopo le prime esperienze di gare su strada finalmente ho trovato la mia dimensione e il mio stile di corsa, nella natura, col mio zainetto in spalla e la voglia di scoprire nuovi posti. Credo che dopo questa esperienza non avrò problemi ad allungare sempre più le mie ‘avventure’ di trail running. In fondo, ogni gara, anche lunga inizia con un passo.
Bisogna solo trovare il coraggio di farlo! E dopo il risultato di domenica al super corto del Marathon Trail Lago di Como (intendo che sono riuscita ad arrivare al traguardo) ho davvero capito che, se ascolto i segnali del mio corpo, ce la POSSO fare!
Alla partenza, avevo paura dei 38 km da percorrere, pensando a come potessi fare a tornare indietro in caso di “attacco di sconforto”… ma, non appena abbiamo preso il via tutti sorridenti e ci siamo allontanati da Argegno, ho sentito che le gambe potevano farcela, anche se la prima salita Pigra mi avevano avvisato che sarebbe stata impegnativa.. io dico devastante.
La montagna è fatta d’asperità, di sassi , di sudore che gocciola persino dal mento, di difficoltà nel carburare all’inizio, come se il motore del nostro corpo in qualche modo fatica a raggiungere i giri giusti.
Un paio di bicchieri d’acqua e poi via di nuovo, ancora su fino all’ultima salita.

Arrivare è stato come aprire una finestra sul mondo, dopo aver salito una scala a pioli, l’ultimo gradino, il più grande e davanti uno spettacolo splendido ed i primi timori, ora si scende!

Mentre scendo gli occhi sono rivolti a dove mettere i piedi, poco spazio all’ambiente circostante, ma l’arrestarsi per qualche attimo mi permette di guardare un po’ avanti alla ricerca di qualcuno, ma sono sola con i miei dubbi e le mie paure, con questa sfida aperta che voglio portare a termine, con quel senso di fragilità e inadeguatezza che mi pervade.
Poi, finalmente, lo scenario muta, le pietre lasciano spazio all’erba, i “coriandoli bianchi” mostrano la direzione, l’attenzione è sempre viva, perché spesso i sassi riaffiorano dagli steli verdi, ma alla fine po’ di pace, una distesa rigogliosa si protrae fino al confine visivo, si vede il lago con le barchette minuscole che mi fanno ritornare alla realtà: manca ancora tanto percorso prima di arrivare al traguardo…

I pensieri si alternano, il timore si mescola all’ ottimismo, al cambio di pendenze e di terreno, siamo quasi arrivati, le prime case, le prime persone, il tratto in salita nel bosco, manca sempre meno, stiamo correndo, sbuchiamo nelle trincee scenario inquietante che per un attimo mi fa dimenticare la gioia che sto provando… il silenzio mi fa immaginare urla e grida di tanta povera gente… una scalinata e atterriamo sull’asfalto a pochi metri dall’arrivo, le grida, gli applausi degli amici e dei presenti, lì a tifare chi arriva.

Questa è l’occasione per dire a Vito “GRAZIE!
Grazie per la pazienza e la voglia di vivere che mi regala ogni giorno: ha creduto in me e mi ha trasmesso un po’ di quella fiducia in me stessa che caratterialmente mi manca…

Un pensiero ad Oscar che nonostante si sia ritirato dal “lungo” per un problema al ginocchio ha regalato a tutti noi il sorriso del vero uomo trail runner che con la sua esperienza ha dimostrato anche in questa occasione di non perdere mai la voglia di arrivare… a Liviana che con la sua semplicità e gentilezza ci ha supportato tutto il pomeriggio, alla tenacia e ottimismo di Fiona Giovanni compagni d’avventura e ad Edo arrivato al traguardo ultimo ma vincente perché è questo il vero spirito delle Tartarughe… Allenarsi per divertirsi, per stare insieme e per donare reciprocamente briciole di serenità che porti nel cuore tutti i giorni.

Grazie a tutte le tartarughe della Kirghisia!

Jessica De Santis