Il Marcialambro

14 settembre 2013 a 8:39
“Corri con la Campionessa” potrebbe sembrare il titolo di un nuovo libro che illustra un innovativo piano di allenamento per raggiungere i propri obbiettivi.

In verità si tratta di qualcosa di più concreto, sudato sulle strade e suoi sentieri della Brianza e, a turno, ognuno di noi ci è cascato.
Le sue rassicurazioni sono sempre le solite “oggi corro piano”, “oggi mi va di fare giusto uno scarico” oppure “sono stanca e non esagero”.
Sta di fatto che, indipendentemente da quali possano essere le premesse, è proprio il salto di fede che ognuno di noi compie a conduci di solito verso una simpatica ed allegra “tortura”.
Pochi uomini sono in grado di reggere il suo ritmo incessante, ma presto o tardi tutti sono stati spezzati. Giorgio, il cui passetto furbetto poteva apparire adatto a correre con Antonietta, da prima della pausa estiva lamenta un fantomatico fastidio. Antonio si è pure gettato da una scala e spaccato tre costole, pur di non trovarsi più a doversi confrontare con la consorte.
A questo giro, ingenuamente, è toccata a me…
Di fresco reduce dall’esperimento Color Run con Laura (sabato 7 agosto ci siamo riempiti di colore attorno allo Stadio Meazza in quella che è stato un bizzarro ibrido tra una Family Run, una Love Parade ed un Rave), mi sono trovato di colpo proiettato nuovamente nella dimensione delle tapasciate.
Dopo più di un mese e mezzo tra monti, alture, sentieri, salite e terreni naturali; tornano tanto asfalto, percorsi completamente corribili e sentieri pianeggianti.
Il primo puntello è sempre con Laura a Cucciago alle 7:25, poi dritti sino a Verano Brianza. La pausa estiva ha rinverdito la mia voglia di corsa domenicale e oggi non sento il peso della sveglia.
Il tempo appare incerto, minacciose nuvole incombono sulla chiesa di Cucciago. Laura arriva, mi preleva e partiamo alla volta della nostra meta.
In macchina c’è ancora più di una traccia del colore di ieri, un poco mi sporco ancora, un po’ il pigmento proprio non se ne è andato dalla nostra pelle. Guardo il cielo davanti a noi e pare che anche lui fosse coinvolto nella follia milanese di sabato.
Chiamo Antonietta, non sono neppure le otto, ora ufficiale della partenza, ma pare che un po’ tutti siamo già impazienti di mettersi in marcia. Noi diciamo di non aspettarci, ma la gentilezza di Antonio ed Antonietta non ha mai fine…
…quando arriviamo loro sono ancora li, per noi due.
Si parte e Antonio ci concede anche il lusso di una immediata sosta in pasticceria per un caffè. Che bello, è proprio domenica allora.
Antonietta a questo punto conferma la sua idea di correre la 25km ma con calma… io e Laura ci facciamo convincere. Il percorso scorre veloce sotto i piedi. Il passo nei primi chilometri è sempre difficile da capire, si è freschi.
Incontriamo la prima tartaruga sul percorso, l’inarrestabile Luigi, che salutiamo e superiamo.
Arriviamo al primo ristoro, bivio dei vari percorsi, e Antonio ci abbandona, sente la fatica di un duro allenamento eseguito in montagna il giorno precedente con Maurizio (Sherpa).
Io, Laura e Antonietta continuiamo… neppure il tempo di non udire più la voce di Antonio che la Campionessa cambia marcia. La frequenza aumenta e si fa incessante. “Meno male che dovevamo andare piano” commentiamo qualche volta io e Laura.
I chilometri corrono sotto le nostre gambe e scorgiamo in più punti tratti di percorso condiviso o sfiorato di altre tapasciate bianzole, è un automatica occasione per rievocare un anno di corse, anche due… episodi divertenti, buffi incidenti e persino aggressioni canine tragiche (siamo passati infatti dalla stessa cascina in cui assistei terrorizzato ad una cruenta scena di sbranamento da parte di un cane ai danni di un podista).
Incontriamo anche Mariuccia che ha un passo davvero fenomenale, alcuni podisti che con noi hanno corso un buon tratto di percorso si meravigliano della tenacità della nostra Tartaruga!
I pensieri ed i ricordi però non bastano a mitigare il passo della Campionessa, che continua ad essere incessante. Io e Laura incominciamo a perdere metri, non troppi, ma adesso la sensazione non è quella di correre con Antonietta ma di faticare per inseguirla… ci siamo!
Per fortuna, a circa quattro chilometri dalla fine, quasi come uno stratagemma tattico voluto, passiamo da un parcheggio in cui si sta tenendo una competizione di automobiline radiocomandate. La scena genera abbastanza curiosità da invocare una pausa per osservare la cosa.
La pausa ci permette di riprendere fiato e far riprendere un poco le gambe, quanto basta per chiudere con un sorriso in faccia, in pieno stile Campionessa tutti e tre, la nostra corsa.
Ad attenderci Diego, Giorgio, Dario e ovviamente Antonio. Una bella doccia mi rimette in sesto… ma poi, per tutto il pomeriggio, ho sentito nelle mie gambe l’effetto del “dolce maltrattamento Campionessa”.
Andrea Papini