Trail del Moscato

29 settembre 2013 a 8:33
29.09.2013
Trail del Moscato – Santo Stefano Belbo (CN)
Nello stesso giorno che ha celebrato il nuovo record mondiale sulla distanza olimpica della maratona, noi tartarughe abbiamo celebrato l’ennesimo rito “trail”… senza nemmeno trovare un simpaticone a rovinarci le fotografie di rito.

Proprio rimirando le foto dell’ultima due giorni in quel di Santo Stefano Belbo viene subito da domandarsi: ma quanti eravamo!?!?!?

Complice la presenza di alcune “tartarughine” sotto l’altezza minima di legge, sfugge il totale preciso dei presenti; non è sfuggito agli organizzatori, invece, che ai nastri di partenza delle diverse manifestazioni che hanno costituito il “Trail del Moscato 2013” eravamo ben 28, e così hanno giustamente pensato di premiarci come gruppo più numeroso!!!

Oltre ad essere per noi una gradita prima volta, lascia pensare il fatto che eravamo a circa…150 km da casa! In pratica giocavamo in terra straniera (ma a qualcuno è capitato sentire i locali parlare l’idioma del posto!?!?!? Nemmeno su Marte…), in uno splendido contesto, ma comunque in un territorio ben lontano dalla pluricalpestata “Brianza”.

Mi sono chiesto cosa possa in qualche modo aver giustificato la calata in massa delle tartarughe sulle terre del moscato, ed ho isolato alcune possibili cause.

Il vino. Alle tartarughe non piace avere la bocca secca…non è una novità; addirittura una numerosa rappresentanza ha pensato bene di unire l’utile al dilettevole, presentandosi sui luoghi del trail prima ancora che terminasse il balissaggio, per bussare alla porta dei produttori nostrani di moscato e testimoniare così l’attaccamento ai “sapori” della terra.

Il percorso. La montagna, a volte, può fare paura; le colline rinfrancano l’animo e l’occhio. Forse attirati dai dolci paesaggi declamati da Cesare Pavesi, le tartarughe hanno deciso di mettersi in gioco in maniera più convinta, anche se le poche gocce di pioggia che hanno accompagnato il procedere del serpentone dei trailer hanno subito rimesso le cose in chiaro: comanda la natura sempre e comunque…sotto forma di nebbia improvvisa, di fredda pioggia o magari di calabrone.

L’organizzazione. 
Sicuramente vincente l’aver contemplato una gara su più percorsi; vero è che chi conosce le tapasciate domenicali sa che non si tratta di una prima assoluta: molti eventi, in maniera azzeccatissima, accostano tracciati dalle diverse fogge per coinvolgere sempre più appassionati. Inoltre –seppure con un risultato ampiamente positivo- non possiamo negare che qualche peccatuccio sia stato compiuto dagli organizzatori…del resto vogliamo ricordare qui gesta umane senza errore?….al momento non me ne vengono proprio in mente…

Il clima. Se per clima vogliamo intendere la piacevole cornice che ha creato “l’atmosfera” sportiva…o i volontari (sempre da premiare!)…o qualche tifoso lungo il percorso, possiamo dibattere intorno a qualcosa; se per clima si intende quello del Colonnello Bernacca, nulla da aggiungere: il vero bocciato di questa esperienza piemontese. Umidità del Borneo unita a nebbia Padana non credo abbiano effettivamente indotto la partecipazione di alcuno al Trail del Moscato.

Per non andare troppo in là con le parole, mi viene da pensare che forse gli elementi vincenti di questa trasferta non siano da trovare sul campo, ma piuttosto all’interno del nostro folkloristico gruppo. Qualcuno dirà competizione, qualcuno dirà voglia di stare insieme, a me viene da dire condividere: essere lì sul traguardo in attesa dell’arrivo “degli altri” rende tutti più appassionati, tutti più sportivi. E non importa quanti chilometri abbiamo corso fino a quel momento, nemmeno sapere quale posizione occupano i “nostri” in classifica…tanto i primi sono inavvicinabili anche qui, non soltanto in cima al Monte Bianco. Di certo chi ha la possibilità di condividere le sensazioni e le fatiche di quelli che arrivano al traguardo finisce che applaude molto forte e più a lungo. Un pranzo preso in prestito ad una sagra di paese, la giusta dose di fatica, un pettorale candidamente sporco, un bel paesaggio da ricordare, sono poi i “premi” che di certo tutti i presenti si portano a casa e che indurranno al ritorno la prossima volta.

Anche questo è il trail.

P.S.: un grandissimo grazie ad Alessandra che per prima ha segnalato questo trail

P.P.S.: un grazie altrettanto grande a Davide e Laura che hanno contribuito a cercare info utili a tutti noi

P.P.P.S.: non un grazie ma un bravo a Lucio, subito finisher alla sua prima partecipazione ad una “ultra”

 
Luca Terruzzi
Tags: