Carate 2013

20 ottobre 2013 a 8:30
20.10.2013
Carate Tra il Verde e L’Antico – Carate Brianza (MB)

Imperdibile questo appuntamento, che come molte manifestazioni FIASP assume le dimensioni di un evento agonistico più che di una marcia non competitiva.

Ricordo ancora quando ebbi l’idea di creare le maglie di Ernesto “Che” Guevara, per commemorare il ritorno alle corse del nostro futuro presidente Giorgio… “Compagni di Corsa”, belle rosse, come piacciono a lui.
Era il 16 ottobre del 2011 e per la terza volta, la seconda in veste ufficiale le tartarughe sono al via della “Carate tra il verde e l’antico”.
Giovedì abbiamo raccolto i nomi dei partecipanti e ci siamo dati i canonici appuntamenti: ritrovo dalle ore 7:30 nel tendone della gara e, ritardi o non ritardi, alle 08:00 “ci c’è c’è, chi non c’è non c’è si parte”. Perfetto? Tutti d’accordo? Pare di si! La sera stessa, poco prima del congedo, ho anche sentito una doviziosa spiegazione tecnica di come vada impostata una sveglia la domenica mattina per arrivare per tempo al ritrovo. Per fortuna, ne ho fatto tesoro… di solito mi affido ai galli, che a Bollate sono merce sempre più rara.
La sveglia domenicale per me è sempre difficile, non per il sonno, o per la fatica di alzarsi alle sei del mattino o ancora per l’orario in se, ma perché fuori è già arrivata la stagione in cui il buio avvolge le cose attorno a me… e lo fa per molte ore dopo la  mia uscita da casa.
Mi immetto meccanicamente sulla Milano-Meda e mi dirigo alla volta di Carate Brianza.
Arrivo presso il luogo di partenza, la Residenza il Parco (http://www.residenzailparco.it/), strepitosa “struttura residenziale che accoglie anziani totalmente non autosufficienti al fine di assicurarne il soddisfacimento dei bisogni sociali, relazionali e sanitari” (cito dal sito stesso). Quello che mi colpisce è una struttura piramidale in cristallo che si erge nel mezzo dell’ingresso e che rievoca quasi la piramide del Louvre. La ricca Brianza pare abbia più che pensato al meritato riposo dei suoi laboriosi artigiani…
Sono le 07:30 spaccate, il sole ancora fatica ad uscire. Trovo Giorgio già in coda per il ritiro dei talloncini e incrocio Antonietta che, come me, si incunea tra la folla per entrare nel tendone.
Il gruppo dei Caronnesi è al completo, puntualissimi all’ora del primo rendevouz. Ci sono appunto Giorgio, Antonio, Antonietta, Luca, Carmine, Roberto, Maurizio, Carmen, Mariuccia, Luigi, Davide e Gianni, che per quanto sia di Bovisio, si muove compatto con i Caronnesi.
 
Oggi non piove!
In fondo al tendone vedo apparire anche Crisitina. Flavio questo fine settimana è impegnato in un avventura mtb in Valsesia e Cristina, libera da impegni coniugali, ne ha approfittato per essere subito dei nostri.
Con Antonio ci si butta subito alla rituale ricerca di un caffè, oggi costa pochissimo, 50 centesimi, è festa! L’occasione è buona per commentare il recente successo della nostra missione al Trail del Lago D’orta. In particolare un po’ tutti ci stimiamo e ci tronfiamo per la prestazione di Roberto “Ciao io Vado” Daino (come se i 55 chilometri li avessimo corsi noi). Bravo Roberto e bravi tutti i nostri Trailer!
Poco dopo, verso le 07:40, arrivano Diego e Lucio. Il gruppo è quasi al completo mancano all’appello solo Fabio e Laura.
Un piccolo intoppo burocratico mette in luce che manca un cartellino, non sappiamo se per errore degli organizzatori o nostro, ma poco importa, c’è ancora tempo per rimediare. Luca mi passa dalla cassa l’obolo necessario e io vado a ritirarlo.
Dal gruppo, nel frattempo, senza preavviso, parte un invito ad alta voce “Allora su dai, partiamo”… tutti un po’ imbastiti dal sonno forse non si ricordano che la partenza di gruppo era stata fissata giovedì per le 08:00, ma poco importa… io ed Antonio ci offriamo (dopo averne sincerato l’effettiva presenza al telefono) di attendere Laura e Fabio con i loro cartellini.
Tutto è sistemato!
Nessuno dei bravi responsabili che tutte le settimane si occupano del giro delle iscrizioni FIASP (in particolare Paola e Luca) deve attendere al freddo l’arrivo di tutti, l’iscrizione di gruppo è garantita, anche chi arriva un po’ al pelo con gli orari accordati non rimane spiazzatolo e lo spirito Tartaruga si manifesta in completezza.
Io decido di attendere anche per godere un po’ ancora della compagnia di Antonio che oggi è grande assente sulla distanza dei 33 km per via di un fastidio al piede (pensare di riuscire a stare al passo della campionessa è forse folle, ma Ant0nio è invece compagno amabile di molte lunghe distanze domenicali prese con più calma). Rinuncio, oltre che alla compagnia della Campionessa, anche di quella di Lucio e rifletto sul fatto che tutto sommato è pur sempre domenica e che un pelo meno di precisione non guasta. Siam qua per divertirci alla fine, non solo per incastrare “scientificamente” un allenamento domenicale.
Sul filo di lana, sudati e trafelati da una corsa di più di un km dal lontano parcheggio trovato, arrivano Fabio e Laura, già in divisa da corsa… seimila macchina da parcheggiare (questi sono i numeri da record di questa tapasciata) sono un bel problema da superare…
Sono le otto, finalmente si può partire!
Salutiamo Antonio che si incammina a piedi lungo il giro corto e noi tre, con il passo anche sin troppo deciso impostato da Fabio, partiamo alla volta del bel percorso della 33 chilometri.
Dieci sono le bellissime cascine che attraversiamo, alternate da altrettanti boschi e da pochissimo asfalto. Il percorso qui è sempre affascinante, tosto, scandito da un saliscendi che non lascia tregua. Non mancano neppure passaggi suggestive in residenze di altri tempi come la Villa Sacro Cuore, dove incrociamo per altro Cristina, e Villa Jacini dove poco dopo incrociamo Mariuccia.
Poco avanti, in prossimità del secondo ristoro, intravvediamo anche Luca e Giorgio, che poi raggiungiamo al terzo ristoro e superiamo.
I chilometri passano veloci, sino a circa al 26° chilometro, quando la distanza incomincia a farsi sentire… ma non demordiamo e senza cedere troppo sul passo arriviamo all’arrivo.
Giusto in tempo per incrociare Luca, Roberto, Davide, Maurizio e Carmen sulla linea di arrivo. Nel tendone, come sempre, troviamo Giorgio, Antonio e Antonietta, assieme a Mariuccia e Luigi, che attendono tutti gli arrivati. Mi spiace solo non aver salutato Lucio.
Bella, come sempre questa tapasciata, da rifare e riproporre.
 
Andrea Papini