Un anno di emozioni

12 dicembre 2013 a 14:57

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20.12.13
8 dicembre 2012- 1 dicembre 2013
Un anno di emozioni
Un anno fa su invito di Tommy, io e Fiona,  decidemmo, con grande curiosità e un po’ di trepidazione ,di partecipare al tartatrail 2012.
Non sapevamo nulla di trail, se non qualche scarna informazione, allora correvamo sulle strade e sui sentieri attorno a casa, questa  era tutto.
Non conoscevamo nessuno dei partecipanti se non per  quanto raccontato da Tommy  e   quello che avevamo sentito non ci rassicurava: gente che aveva partecipato alle corse attorno al monte bianco (PTL, CCC, TOR), ultratrail vari e la ciliegina sulla torta ? la campionessa italiana dei 200KM!
mi sentivo un po’ Fantozzi, che cosa ci andiamo a fare, noi li in mezzo? Mi sono domandato. Ma non mi sono tirato indietro e neanche Fiona.
Arriviamo all’appuntamento a Como davanti alla funicolare per  Brunate di buon ‘ora. Scendiamo dalla macchina e mentre cerchiamo un caffè vediamo vari gruppi che si preparano per delle escursioni. Uno attira la nostra attenzione perché lì in mezzo c’era uno che non passava inosservato: alto, ben più della media,  muscoloso, viso da fotomodello. Ci avviciniamo con un po’ di inbarazzo, Tommy perché non arrivi?,si è il nostro gruppo. Il tipo, che scopriamo chiamarsi Fabio, ha un sorriso aperto e occhi sinceri che ci mettono subito a nostro agio.
Conosciamo le Tartarughe della kirghisia, ci facciamo raccontare l’origine del nome e  passato l’imbarazzo iniziale, facciamo domande, conosciamo il gruppo.
Antonio, Diego e Andrea sono prodighi di consigli, nessuno ci fa sentire scarsi , si corre e si cammina in gruppo . Qualche sosta per riprendersi.  Sono curioso di vedere cosa mangiano i trailisti per ricaricarsi. Uno al mio fianco  infila la mano nello zaino, è il momento di rubare il segreto,  guardo la mano uscire dallo zaino, non con un gel, o con qualche strano prodotto, ma tenendo un pacchetto di Ringo che mi vengono offerti, era  Edoardo.
Veniamo invitati alla riunione del giovedì succesivo nella quale è prevista la proiezione  di diapositive di Raffaele, un che ha corso al Polo, in Mongolia,ecc., e quella sera stessa ci iscriviamo all’Associazione.
È l’inizio di un’avventura che inciderà sulla nostra vita , non solo sportiva. Ma allora non lo sapevamo!
Si inizia come tutti, la prima tapasciata, poi un’altra e  il giovedì le riunioni in sede. Dove conosci meglio la gente, senti i racconti di chi corre da molti anni e condividi una fetta di torta.
La scelta tra le torte  è sempre molto ampia  perché più persone  ne preparano una per la riunione del giovedì, poi capisci che  non è solo una semplice  torta è l’auto-alimentazione delle  tartarughe, più si condivide, più si crea gruppo e più si crea gruppo  più attività si fanno.
Arriva il fatidico Elba Trail, ne hanno parlato a lungo da quando siamo arrivati, di quello che ci sta dietro, finanziare una scuola in Madagascar in memoria di Eleonora una ragazza elbana morta prematuramente.
Vado io solo, Fiona è via per lavoro, si parte  in pullman e lo riempiamo tutto, per  una 3 giorni in cui il trail è parte centrale ma non esclusiva della trasferta.
Di quei giorni ho tanti ricordi. Il pasta party in autostrada, pane e salame sul traghettoconosco meglio Settimio mio compagno di camera, la pre-partenza del trail e il trail…
Nel corso dell’anno si susseguono le tapasciate, qualche trail (mini per me)a volte si dorme fuori assieme: sul camper di Fabio e da Oscar e Liviana  al Gran Paradiso, in una palestra al Devero o a Orta, in tenda sulla spiaggia di Fano.
Ed eccoci arrivati ad un nuovo TartaTail, data di inizio e fine del calendario delle tartarughe, un anno è passato e non me ne sono accorto, a pensarci mi sembra di essere membro dell’associazione da più tempo.
Non tiro le somme  ma faccio delle  considerazioni così come vengono.
Da quando frequento le tartarughe è cambiato il mio approccio con la corsa, corro di più e mi diverto di più, gli orizzonti si sono aperti, corro distanze fino  a prima per me impensabili così, semplicemente.
Provo nuove emozioni, cose semplici: come correre per la prima volta 30km. con tutti lì ad aspettarmi al traguardo, o finire il primo trail al Gran Paradiso con Alberto che mi è venuto incontro e ho corso gli ultimi 2 km. al suo fianco.  A molti sembreranno banalità, ma a me no. Spesso ai trail vedo gente che arriva al traguardo e sono soli ,i compagni sono già andati via,
 tra le tartarughe no, ci si aspetta e si gioisce assieme. Spesso i soli  li coinvolgiamo tra noi, è bello condividere la soddisfazione e la stanchezza col gruppo, ti ricarichi subito.
Quando la domenica mattina mi alzo, ed è ancora buio, per andare a correre magari ad un’ora di macchina da casa, la cosa  non mi pesa, perché ho voglia di vederli tutti, i miei compagni.
Con qualcuno si parla di più con altri meno, ma il piacere di vederli prima della partenza della gara è uguale per tutti.
Anche la riunione del giovedì è un’appuntamento fisso sul mio calendario,  se posso vado.  Posso essere stanco ma ci vado lo stesso,se devo fissare un impegno vedo di non metterlo il giovedì sera, questo anche se non c’è niente di importante, andare lì solo per incontrarsi. Vedo persone che sono diventate amiche, parliamo di una passione comune che è  la corsa ma non solo.
Le Tartarughe sono persone normali, con i problemi di tutti: la famiglia, i figli, il lavoro: c’è chi la perso, chi è in cassa integrazione…
Sono arrivato a questa associazione alla fine di un periodo di profondo malessere per una patologia importante, anche se non devastante, che ha inciso profondamente sulla mia vita: abitudini, ritmi, scelte… la corsa, interpretata in stile Tartaruga, mi ha aiutato a trovare un nuovo equilibrio psicofisico e  nuovi stimoli che  hanno aiutato a migliorare la mia  qualità di vita.
Di questo ringrazio a Fiona che ha condivo con me questo difficile periodo.
Ci sono delle usanze che  sono il bello di questo gruppo. Abbiamo approvato i conti del 2013 e l’avanzo di cassa ? in beneficenza. Stai scoppiando in gara e non ne puoi più?
Antonio (un nome per tutti) rallenta, ti affianca e ti fa superare la crisi, senza pensare che così rinuncia al suo record personale.
E così via, ce ne sarebbero da raccontare.
Oggi è giovedi e tra sei giorni è Natale, questa sera tutti in sede per uno scambio di auguri, un brindisi e naturalmente si parlerà dei programmi per il 2014, l’interesse generale sarà focalizzato su un obiettivo : iscriversi ai  trail del Monte Bianco, 23 Tartarughe vorrebbero partecipare, ma questa è tutta un’altra storia.
 
Giovanni Pessina