06.06.2012 – Vibram UTMB 2011 The Extraordinary Story

6 giugno 2012 a 14:50
Nella bella compagine del centro di Varese, presso l’aula magna dell’Università dell’Insubria, mercoledì 6 giugno 2012 Vibram S.p.A. ha presentato il film “TEAM VIBRAM UTMB. THE EXTRAORDINARY STORY”.
Le Tartarughe AndreaAntoniettaAntonioFabioLauraLuca Settimio si sono mosse in rappresentanza della squadra. Chi mancava non era assente per disinteresse, ma per impegni inderogabili.
Dopo un doveroso saluto agli amici ritrovati e una veloce occhiata alle interessantissime proposte di Vibram S.p.A. nel segmento suole Trail Running, ci sediamo in una sala gremita di pubblico.
La serata parte con un introduzione da parte del presidente del CAI di Varese e da una breve cronistoria del percorso di 75 anni di azienda che hanno portato a un’eccellenza italiana nel mondo.
Il clima si fa impaziente, le dovute presentazioni istituzionali non fanno che far crescere in noi la voglia di vedere il film.
Il film documentario prodotto da  Vibram S.p.A. (regia di Alessandro Beltrame) e narra l’incredibile avventura di cinque uomini che, conciliando vite normali e quotidianità non da atleti professionisti, hanno saputo raggiungere vette agonistiche di altissimo livello nel corso della passata edizione della UTMB.La qualità del lavoro è stata tale da far meritare al lungometraggio un posto di riguardo al Trento Film Festival.
Finalmente il palco viene ceduto alle immagini e la proiezione inizia.
Non nascondo la forte emozione ne vedere le prime immagini di Chamonix e del Monte Bianco. Quei posti li ho vissuti più volte, come partecipante ad una delle gare UTMB e come frequentatore “alpinistico” del massiccio del Bianco.
Le immagini della partenza dell’UTMB sono sempre fortissime. Il fiume di duemila corridori che invade le vie del centro della bellissima Chamonix sono potenti e epiche.
Poco alla volta il clima celebrativo della partenza cede il posto alle immagini della natura potente del massiccio del Bianco. Neve, cime, passi e stambecchi fanno da sfondo ad un impresa che assume sempre più un dimensione quasi “romantica”.
I corridori assumo sempre più i tratti di un esploratore che si affaccia verso un mondo ignoto ma affascinate.
Che bello rivedere il borgo di Saint-Gervais che i nostri affrontano con ancora la luce del giorno e che invece per noi esseri umani è l’incipit della prima lunga notte di gara. Che emozione Scorgere i passaggi in Val Veny dove da bambino mi sono così divertito a sciare. Dolce era la villeggiatura a Courmayeur, concitato invece è il passaggio per chi in gara deve far mente locale su bisogni e sensazioni prima di buttarsi verso la porta della svizzera: il Col Ferret.
Che magia la Val Ferret, i rifugi Bertone e Bonatti e l’Arnouva. Ancora ricordo quando passai in gara di li nel 2010 e mi venne data la notizia al telefono della nascita della figlia del mio miglior amico Luca… vita quotidiana che si mischia ai ricordi di un tragitto lungo cento chilometri.
L’emozione e la commozione prendono il sopravvento!
Un altro fattore emozionale significativo è il fatto che quest’anno le Tartarughe saranno presenti in gruppo alla UTMB e sappiamo già che saranno momenti forti ed intensi… il tutto ci carica ancora di più.
Che Film Meraviglioso! Per quanto narri la gara di atleti di altissimo livello fa emergere i lati umani che un’avventura come l’Ultra Trail du Mont Blanc è capace di tirare fuori dalla dura scorza dei trailer.
Il pubblico viene immerso nell’avventura di Marco Zanchi (che ha chiuso la gara al 32° posto ed è stato il primo italiano in assoluto a tagliare il traguardo) che sconfigge una crisi micidiale, un fortissimo e simpaticissimo Giuseppe Marazzi (49° posizione) ed il francese Raphaël Bodiguel (invidiabile 101°).
E’ proprio nelle immagini “rubate” alla gara di Raphaël che capiamo quanto lo scopo del film sia stato centrato. L’atleta transalpino è forse quello che ha vissuto la crisi più profonda durante la gara e ad un certo punto il film propone uno spaccato della UTMB che non siamo abituati ad associare ad un atleta top come Raphaël: la presenza della famiglia e dei figli come fattore motivazionale.
Sono sicuro che quasi tutti nel vedere il figlioletto oltrepassare le transenne del ristoro e abbracciare il padre “eroe” alla gamba per dargli quella forza  che stava venendo meno ci siamo trovati con l’occhio lucido. Solo chi come e e i miei amici ha provato a correre cento chilometri in montagna invece può capire cosa abbia provato Raphaël uscendo dal ristoro di Champex Lac. L’energia del figlio si sarebbe a poco trasformata nella necessità di non deluderlo.
Noi “tapascioni” sappiamo benissimo quanto sia importante in una gara come questa poter contare sull’assistenza di un volto amico nel mezzo di una fase difficile e quanto questo sia un aspetto determinante sul risultato finale. Scoprire che anche un atleta di elite possa giovare di questo bisogno umano in gara rende la sua impresa ordinaria nella sua straordinarità: Una EXTRA-ORDINARY STORY!
Alla conclusione della proiezione prende la parola tra gli altri Giuseppe Marazzi, scopriamo un atleta simpaticissimo! Le sue parole aumentano la suggestione della serata. Personalmente mi ha colpito una frase che cito sommariamente:  “l’UTMB è molto semplice: parti, svolti e poi ti tieni il Bianco sempre a sinistra”. Geniale, semplice, diretta ma efficace.
La gara alla fine è esattamente quello che queste persone hanno fatto emergere: passione, fatica, tenuta mentale, umanità ed un paesaggio dominato dal Bianco!
Che dire della serata?
 
10+ bravi e bis! A mio avviso il miglior documento mai realizzato sulla magica UTMB. 
Andrea Papini