Gianni racconta i suoi 102Km del Tuscany Crossing

26 aprile 2018 a 15:01

Correre una Ultra Maratona nelle dolci colline toscane..un sogno! E quale miglior territorio se non la Val dOrcia a far da scenario con i suoi paesaggi mai uguali, apparentemente dolci ma ingannatori per muscoli e gambe

Questo è come gli organizzatori descrivono il Tuscany Crossing ma cosa è stato per me?

La prima cosa è stata convincere Anna a partecipare. Io l’avevo già corsa due volte, nel 2015 la 50km nel 2016 il percorso completo dei 102km e sono rimasto affascinato dei percorsi, soprattutto i primi 50km fino a Montalcino, che sono da mozzafiato

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Partenza Venerdi in compagnia di Anna, Oreste ed Emanuela nostri abitudinari compagni di corse. Arrivo a Castiglione d’Orcia in palestra e notte abbastanza agitata, per ovvi motivi di convivenza.

Partenza alle 5.30 e sono bastati pochi km per vedere le luci dei primi già in fondo alla valle

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Fino al 40km tutto bene a parte il caldo che si fa sentire, qui inizia l’opera di samaritana di Anna perché incomincio a perdere qualche colpo. Decidiamo di separarci e di ritrovarci a Montalcino al 51km.

Dopo aver fatto un buon ristoro, qualcosa in me si blocca. Faccio fatica anche a correre in discesa e per una decina di chilometri è stata una sofferenze sia per me che per Anna ad aspettarmi. Poi improvvisamente su una salita lunga ed impegnativa, sarà stato il precedente guado del torrente d’Orcia che ci ha rinfrescati, sarà stato aver davanti qualcuno da raggiungere e non ultimo una persona che appena visto la nostra maglia mi chiede subito di Alberto e della sua avventura nel deserto, non mi accorgo che Anna è sparita.

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In cima alla salita c’è il ristoro del 72km e qui dopo alcuni minuti Anna arriva con una faccia stravolta e mi dice immediatamente che si ferma. Cerco di convincerla che possiamo aspettare e ripartire, ma senza risultato.

Proseguo da solo e fino alla ultima salita quasi tutto bene, solo qualche crampo nei punti più impegnativi sino al sentiero delle Acque, quasi in vetta al Monte Amiata

Poi inizia la discesa con l’avvicinamento prima passando per la rocca di Campiglia e poi finalmente si intravede la rocca di Castiglione d’Orcia con ultimo chilometro su un sentiero da capre.

È sempre più facile correre che raccontare. Come si fa rinchiudere un Viaggio così lungo nello stretto spazio di poche parole?!!

Quest’anno pero il Sogno non si è completamente realizzato, è rimasto vivo sino al 72km al ritiro di Anna.

Il Nostro Sogno era di arrivare assieme.

Le Tartarughe hanno lasciato il segno in Toscana, in un ristoro appena hanno visto le nostre maglie si sono ricordate di noi alla Ecomaratona del Chianti

Gianni