Quella Torta senza Tartaruga… di Francesca

30 giugno 2017 a 21:01

Quella Torta senza Tartaruga

Care Tartarughe, questa volta vi scrivo non propriamente per raccontarvi della mia LUT ma di una torta, una bella crostata, di certo buonissima, rimasta senza la sua Tartaruga.

Ieri sera, guardando le foto della festa e leggendo i vostri commenti, mi sono sentita in colpa e dispiaciuta per non essere riuscita ad intervenire. In colpa, innanzitutto, nei confronti di chi ha dedicato del tempo, il suo tempo, per preparare per me (e non solo per me!) una bella torta e in una società come la nostra, indaffarata e affannata, avere tempo per gli altri è sempre encomiabile.

Quindi Grazie!

Dispiaciuta perché forse capisco, e con un po’ di ritardo, la Tartafilosofia, e la Tartafilosofia insegna che le gare non finiscono sotto l’arco dell’arrivo ma il giovedì sera seguente, in sede, con un bicchiere in una mano e una fetta di torta nell’altra. Perché in sede c’è sempre qualcuno che trova il tempo, e lo spirito giusto, per preparare un cartello colorato, con foto e dediche, cucinare qualche buona cosa o buttare il sacco della pattumiera a serata finita.

Ecco, questa è la Tartafilosofia del giovedì e cercherò di ricordarmelo … e detto tra noi, la torta era un premio FINISHER molto, ma molto più azzeccato della magliettina rosa confetto e dello smanicato bianco immacolato Dash che, indossati insieme, fanno effetto bomboniera assicurato!

Doverosa premessa fatta vi racconto brevemente che la LUT è una gara impegnativa, o lo è almeno per me. Il Trail degli DEI non è stato nulla in confronto, comunque un bene averlo fatto altrimenti qui mi sarei ritirata di certo!

E al ritiro ci sono andata vicinissima: al settantesimo, più o meno, c’è “la valle della morte”, gioia per gli occhi e dolori per tutto il resto del corpo. In quel punto mi sono seduta all’ombra di un misero alberello per riordinare le idee e far scendere la temperatura corporea. Attorno a me altri concorrenti nelle mie condizioni, se non peggio: uno con maglia gialla sta “rivedendo” il ristoro precedente. Scambio qualche occhiata con due tizi e ne nasce un traffico di cerotti per vesciche, zenzero e sconforto! Siamo stanchi, più che altro di testa, il sole ci ha bollito i pensieri. Concordiamo però che lì non possiamo restare e, anche volendo ritirarci, dobbiamo raggiungere Malga Ra Stua “sforcellando” un montagnozzo inesorabilmente sotto al sole.

Decidiamo quindi di ripartire: da quel momento in poi i due concorrenti avranno un nome – Andrea e Fabio – e saranno, fino alla fine, i miei angeli custodi e forse anche io per loro (cerotti e zenzero erano miei!)

Già perché poi all’arrivo ci siamo arrivati: raggiunto il ristoro della Malga io mi son fatta una bella tisana al finocchio (una vera goduria!), loro un doppio piatto di pasta e siamo ripartiti per la seconda parte di gara al motto “col cavolo che ci ritiriamo!” …e così, tra una chiacchiera e l’altra, un po’ di pioggia, qualche lampo minaccioso e le mie prime allucinazioni (ho visto dei bellissimi palloncini a forma di maschere e pupazzi appesi ad un filo stile festoni … erano le fronde di un albero …) siamo giunti all’arrivo in piazza a Cortina.

Poco importa se ci ho messo più del previsto, sono arrivata e mi basta e ho imparato che, in gare così lunghe, il fattore meteo (troppo caldo, troppo freddo, troppa pioggia, troppo vento … per cui sempre!) aggiunge dislivello e chilometri al tracciato … e poi come si fa a mollare una gara così bella al cospetto delle Dolomiti, sarebbe stato un vero peccato… non è vero amico Cesare? (BRAVO!!!!!!)

Ecco questa è stata la mia LUT, prima di chiudere però una piccola nota di costume: la “valle della morte” è chiamata così solo da Ruggi e Teo (me ne avevano parlato prima della partenza) io, credendo fosse il nome vero, l’ho citata spesso in chiacchiere con altri concorrenti e con il responsabile del soccorso alpino (che mi sono fatta amico e che ritroveremo a Longarone) … mi avranno preso per matta!

Ciao Tartarughe, di gare non ne ho più in calendario ve lo giuro … ma non so quanto resisterò alla sindrome da click da tastiera.

Francesca

Schermata 2017-06-30 alle 20.52.20 Schermata 2017-06-30 alle 20.53.23