12 ore di Guanzate: dalle 4:00 alle 16:00 orario continuato

9 dicembre 2014 a 10:22

Domenica 7 dicembre si è tenuta a Guanzate una 12 ore autogestita, non una competizione ma un allenamento, a partecipazione libera, a costo zero euro, ci tengo a precisare. Dove gli organizzatori: Guido Carmen e Cristiano, con il supporto dell’associazione Mangiacuscienza di Guanzate, e il contributo di alcuni partecipanti hanno organizzato il punto di ristoro. Oscar e Liviana hanno dato il loro aiuto al ristoro passando praticamente 12 ore “a ristorare”. Il percorso è un anello di 4 km. da ripetere n. volte. Fatto 25 volte si arriva a 100km.

Io mi sveglio alle 3, prima che la suoneria del gsm inizi a gracchiare, scendo dal letto e mi preparo. Sono elettrizzato, un po’ spaventato dalle 12 ore, ma non sono tenuto a farle tutte.

Penso: vorrei fare  una maratona, 40km, ma ho dei dubbi, nell’ultimo mese ho corso 3 volte, chissà se ci arrivoa  40!

5 minuti di macchina ed arrivo al ritrovo a Guanzate, paese in collina, parcheggio e subito vedo Guido e Carmen ma anche delle Tartarughe della Kirghisia: Jessica e Vito, Diego, Anna e Gianni. Nel corso della giornata arriveranno ache Lucio, Massimo, Laura e Fabrizio alla fine saranno 10 le Tartarughe impegnate più 2, Liviana e Oscar al ristoro.

Foto di rito prima della partenza nel buio della piazza e si parte, il gruppo è compatto l’andatura è subito sostenuta.

Mario da Appiano, uno che va forte, è subito in testa a tirare seguito da un gruppetto: hanno deciso di fare 20 km e poi tornare a casa.

Mi ritrovo in coda al gruppo, non è una novità, sono al fianco di Gianni, facciamo 4 giri di corsa, poi Gianni si ferma e cammina perchè sente delle forti fitte al ginocchio infortunato. Decido di accompagnarlo e ci facciamo 2 giri camminando,alla fine del secondo Gianni decide di fermarsi, io continuo riprendendo a correre per arrivare a 40.

Il tempo passa ma continua ad essere buio, verso le 7 inizia a piovigginare, acquetta fine che non disturba, per un paio d’ore. Mi avvicino ai 40 le gambe girano e la mente è tranquilla, dopo i 40 alterno camminata e corsa.

Il mio massimo corso era la maratona e un trail sui 40 km, qui entro in un territorio inesplorato, non so cosa mi aspetta sia fisicamente che mentalmente. Sono tranquillo e vado avanti. Ogni tanto vengo doppiato ma non mi importa, anzi mi fa piacere vedere gli altri che mi salutano incoraggiano, il morale sale.

Mi fermo ai ristori, due chiacchiere con Oscar e Carmen, bevo mangio una cosina e via per un altro giro. Ad ogni passaggio c’è la presenza rassicurante di Oscar, che mi fa uno scrinning e stabilito che sono in grado di proseguire, sorride e mi incoraggia.

Esce un po’ di sole, il sole se ne va, tornano le nubi  e io proseguo.

Arrivo a 56 km e Oscar mi dice scherzando: o ti fermi ai 60 o presegui fino ai 72 non sono ammesse misure intermedie!

Passo il 15^ giro, i fatidici 60 e vado avanti. Sono tranquillo, le gambe un po’ stanche ma il pensiero è lucido e ho voglia di continuare. Al ristoro dei 60 ho anche raggiunto Guido e Cristiano, che si sono fermati a tirare il fiato, sono arrivati altri amici per accompagnarci negli ultimi giri.

Tra loro anche Gloria e Fabio, figli di Mario, quello che aveva aperto la corsa, che in bicicletta ci accompagnano, Fabio mi si affianca e parliamo, riesco anche  correre due giri parlando con lui. Non so dove trovo le energie ma non mi pongo il problema.

Arrivo così ai fatidici 72 e ho ancora 40 minuti, faccio un’ultimo giro accompagnato da Liviana, camminiamo, ma Liviana ha un passo strong, e velocemente arriviamo nei pressi del traguardo.

Sono contento che sia finita, sono contento della mia prestazione ma non mi sembra di aver fatto 76 km.

Roba grossa per me!

Cristiano e Guido mi aspettano, loro ne hanno fatti 102 di km.

Attorniati da ragazzini torniamo, nella piazza da dove eravamo paritti 12 ore prima, correndo: ci aspettano in po’ di persone, applausi, foto, tutti si congratulano e tutto questo mi ha fatto un gran piacere.

Oscar arriva e ci consegna 3 coppe di legno, di radica di noce, lavorate da lui. Questo è e sarà il più bel ricordo della mia attività podistica! Poi una birretta due chiacchiere e via a casa.

Questa esperienza mi ha insegnato alcune cose:

1. per organizzare una corsa non occorre obbligatoriamente un budget ricco  ma serve la buona volontà e la collaborazione: qui un pugno di persone hanno pensato, creato e gestito una manifestazione sportiva piaciuta a tutti.

2. mai chiudere le porte: scambio, collaborazione, solidarietà sono la base per organizzare eventi tipo questo.

3. non aver paura dell’orologio: alzarsi presto non è un problema, se siamo motivati è la pigrizia è il vero ostacolo.

4. non aver paura della distanza: il lavoro paga, niente arriva per caso, ti prepari e un giorno centri il tuo obbiettivo, magari quando non te lo aspetti. poi lo sposti un po’ più avanti, non di tanto ma quanto basta per sconfiggere le barriere mentali che ci bloccano.

5. chi me lo ha fatto fare ? il piacere di farlo!

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