Stramilano 2012

25 marzo 2012 a 20:42

FOTOGRAFIE DI ANDREA PAPINI

25.03.12
Stramilano 2012 – Milano

Il bello della Stramilano è che si prende il trenino/tram/bus/metro comodi comodi sotto casa, senza svegliarsi troppo presto, per arrivare a godersi una camminata a passo libero per le vie del centro di Milano, senza macchine, senza smog, almeno per una giornata.

Questo è il bello per la gente comune…
…ma è qualcosa che evidentemente non ha attratto lo zoccolo duro degli ultramaratoneti della Tartarughe della Kirghisia!
Allo scoccare delle 4:30 del mattino due impavidi amici si trovano per le vie della Manera (CO) e, lungo un percorso che – a loro detta – non era stato più battuto a piedi dai tempi della guerra, si avviano di buon passo verso Piazza del Duomo, ma non del duomo di Saronno, proprio del Duomo della “O mia bela Madunina che te brillet de lontan”.
I due amici sono Diego e Fabio che, in perfetta media da lungo domenicale, dopo aver passato Saronno, Garbagnate, Bollate, Baranzate, Quarto Oggiaro entrano a Milano e giungono in via Dante persino in anticipo rispetto all’appuntamento con i compagni di corsa.
Da li a poco li raggiungeranno la tartaruga Andrea assieme all’amico Corrado Giambalvo, responsabile del Tester Team di Vibram, e la tester Laura Failla (ginnasta di talento e dottoressa in scienze motorie).
La nostra presenza di oggi è in sodalizio con Vibram SpA per portare il messaggio Barefoot in mezzo alla comunità dei 50.000 e più della Stramilano.
Non facciamo in tempo a fare gruppetto che subito veniamo fermati a ripetizione da appassionati e curiosi per sapere qualcosa di più sulle nostre Fivefingers. Moltissime sono state le foto scattate da fotografi o dai cellulari degli “stramilanisti” a ricordo di quali “stranezze” si possano incontrare in questa giornata.
Bisogna ammettere che già incontrare un runner in Fivefingers è un mezzo evento (forse oggi meno di un tempo), il gruppo coeso di mattacchioni quali eravamo, animati da divertimento e gioia di correre, deve aver colpito nel segno. Eravamo li per questo!
Grande festa quando vediamo passare una “bella tusa” con ai piedi un paio di bikila celesti… non possiamo che aggregare la nuova amica al nostro gruppetto e trovare non solo la seconda ragazza in fivefingers del gruppo, ma la seconda Laura del gruppo!
Ci sono stati anche momenti paradossali ma significativi, quando per esempio un responsabile di un noto marchio di prodotti meno “rivoluzionari”, ma altrettanto legati al mondo della corsa, ha fermato Corrado ed intavolato con lui un lungo dialogo a proposito delle Fivefingers.
Ormai pronti, con le nostre bavagline “della pappa” (a me i pettorali della Stramilano ricordano tanto un bavaglione da prima infanzia) ci incanaliamo verso la partenza… accorgendoci che si siamo attardati troppo e che siamo ultimi in fondo al chilometrico biscione.
Poco importa, anzi meglio, riusciamo ad attrarre ancora decine di persone grazie ai nostri piedi “non palmati”… è un tripudio di qualsiasi tipo di calzatura ed in questo contesto ci sentiamo decisamente meno fuori luogo che in corse più tradizionali.
Normalmente la partenza di una gara competitiva è una vetrina delle ultime novità in merito a massimo ammortizzamento, controllo totale, scarpe veloci, flat racing, gel, grid, air e chi più ne ha più ne metta… alla Stramilano emerge il dilettantismo e l’improvvisazione. A fianco di marchi blasonati e di modelli alle loro ventesime riedizioni, appaiono sneaker che sarebbero persino inadatte ad una serata in discoteca, scarpe da basket o tennis e calzature da fitness. Mancavano solo delle belle scarpe inglesi artigianali, anche se può essere più probabile che non le abbiamo semplicemente viste.
Ecco che lo sparo del cannone da il via alla lunga marcia milanese, noi disciplinati e senza neppure una gran fretta iniziamo a camminare e poi a corricchiare.
Laura (Failla) detta il passo in questa prima fase della manifestazione. Dopo mesi a correre solo con podisti è strano ed interessante osservare il passo di qualcuno che ha fatto di uno sport di eleganza e potenza la sua vita. Laura interpreta la corsa barefoot da atleta abituata a non indossare mai calzature e, per quanto a sua detta il suo passo non è “sciolto” come il nostro, la sua azione risulta composta e “facile”.
Quasi per deformazione professionale, mi soffermo a pensare a come la corsa possa essere interpretata in diverse declinazioni e come essa possa rappresentare uno sport a se stante o una componente di uno sport espresso attraverso gesti più diversi.
Già solo nell’Atletica leggera esiste la corsa dei velocisti, quella dei fondisti, quella dei saltatori e quella dei lanciatori. Esistono corse in traiettoria rettilinea o curvilinea, esiste la corsa laterale, esiste la corsa in accelerazione e quella continua del fondo, esiste la corsa potente e quella fluida ed economica.
Esistono poi le infinite varianti che la “corsa” assume alla Stramilano, dal jogging* alla strolling**, dal crawling*** allo skating passando pure per lo smoking.
Finalmente il gruppo dei partenti incomincia a disperdersi su infinite e diverse andature e, passato corso San Babila ed imboccato corso Venezia, possiamo incominciare ad impostare un passo un poco più sciolto. Scompare anche il timore che qualcuno possa pestarci i piedi, forse unica controindicazione delle fivefingers in un evento di massa come questo.
Corrado a questo punto si scalda e, battendo tra loro strani oggetti tubiformi di plastica rossa, inizia a invitare il gruppo ad assumere diverse andature. Si passa da comodi ritmi quaternari ai 180 bpm teorizzati dal barefoot running… per finire poi con improbabili interpretazioni di bosse, clavi e tumbao, pressoché impossibili da replicare con i piedi.
Dopo qualche minuto di silenzio tornano tra noi Diego e Fabio, alla fine si dimostrano umani pure loro: riprendere a correre dopo i trenta chilometri della mattinata e la sosta di più di un’ora è stata una bella botta per i nostri due uomini di acciaio. Immaginatevi di sostenere i primi trenta chilometri di una maratona con un bel passo per poi fermarvi a prendere un aperitivo con degli amici ed infine, assieme ad altre quattro persone fresche, rimettervi a correre i restanti chilometri della maratona… un massacro!
Nonostante questo, in meno di due chilometri i due ritornano agili e scattanti come lepri e Diego inizia un’attività di animazione a cui non è secondo a nessuno.
Il livello di coinvolgimento di Diego è tale da rianimare anche un ragazzo in preda allo sconforto più nero e al grido “io vado più forte, se non vi muovete vi mangio tutti i panini del ristoro” il nostro si tira dietro un bel gruppetto di adepti.
Inizia a questo punto una serie di corse “ispirate” dalle chiamate di Corrado: corsa sull’erba, corsa sulle aiuole, corsa sugli escrementi di cane ed Urban Trail. Il gruppo non perde l’occasione per operare digressioni sui diversi terreni su cui si è corso con le fivefingers e per ricordare quanto per i podisti che calzano calzature tradizionali i sampietrini della maratona di Roma rappresentino un incubo e di come invece per i barefoot runner rappresentino invece una superficie variata ma alquanto gradevole.
Finalmente, dopo un inquietante passaggio da San Vittore arriviamo al ristoro… la mia memoria passata mi aveva fatto aspettare una bella michetta con la bologna, del latte della centrale del latte di Milano e della frizzante cocacola… i tempi sono cambiati e anche al ristoro della Stramilano troviamo una selezione decisamente deludente di cibi macrobiotici e integratori. Schifo nello schifo viene proposta anche una dose di crusca (forse per cavalcare la popolarità della dieta Ducan)… io mi faccio bastare dell’acqua e un goccio di sali al sapore di melone, ma Diego ingurgita per fame una tavoletta intera di crusca, finendo con il palato impagliato come un fagiano da salotto!
A far tornare il buonumore a tutti noi è la performance di danza moderna di Corrado davanti al palco di radio105. Apprezzano anche i DJ che non possono fare a meno di commentare anche le calzature.
Si susseguono a questo punto una serie di incontri particolari: superiamo il presidente dei Podista da Marte (http://www.podistidamarte.it/?page_id=18#more-18), il podista più alto della Stramilano e un vero veterano classe 1925!
Da qui in poi la gara procede tranquilla ed in una progressivo accrescere di soddisfazione per la bella (anche se breve) avventura compiuta assieme.
Certo, sarebbe stato ancor più bello essere presenti con una rappresentativa più ampia di Tartarughe, ma sappiamo che il gruppo sta lavorando sodo per arrivare a questo, per cui prendiamo la giornata come un aperitivo di qualcosa di esagerato per l’anno che verrà.
Siamo ormai a qualche centinaia di metri dal traguardo quando eccoci di nuovo in coda come all’arrivo… ci vogliono dieci minuti buoni per passare l’arrivo, ma la manifestazione si conferma grande nei sui 41 anni di storia. Una medaglia ed un complimento viene riservato a tutti alla Stramilano.
Corrado evidenzia la solennità del momento sostenendo che questo è il primo gruppo così nutrito a correre e ad attraversare “assieme” il traguardo di una manifestazione ufficiale.
Che bello arrivare sull’erba dell’Arena, potersi sedere e chiacchierare con calma, cambiarsi la maglietta e gustarsi la tradizionale mela di fine Stramilano.
Un complimento speciale va a Laura Failla, che ha saputo destreggiarsi in mezzo ad un gruppo di podisti incalliti e correre, senza dimostrare alcuna fatica, dieci chilometri barefoot… quando si è atleti non ce n’è… mica come noi che siamo tapascioni nel midollo e giochiamo a fare i maratoneti della domenica!
Andrea Papini
* Lo jogging (dal verbo inglese to jog, letteralmente «procedere a balzi») è un passeggio in forma di corsa a passo lento e piacevole.
 
** Lo strolling (dal verbo inglese stroll, letteralmente «passeggiare») consiste nel percorrere distanze confortevoli ad un passo gradevole. In passato era un’attività alquanto pratica, anche in abbinamento alla conversazione o alla lettura. Talvolta viene anche usato, come alternativa al cradling per indicare la partecipazione ad eventi podistici spingendo la carrozzina della propria prole.
 
*** Il crawling (dal verbo inglese crawl, letteralmente «strisciare») è una forma di spostamento che consiste nel muoversi su una superficie aderendovi con il corpo, essa è praticata da animali privi di arti o da podisti che, persa ogni reattività e forza negli arti, cercano a qualsiasi costo di arrivare al traguardo.
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