19° Maratona di Roma

17 marzo 2013 a 20:36
17.03.2013
19° Maratona di Roma – Roma
Habemus Finito la Maratona!
Non c’è modo migliore per esordire!
Per abitudine i ringraziamenti si fanno alla fine, per me è fondamentale farli in principio, quindi…
Grazie alle Tartarughe che mi ha dato la possibilità di far parte di questo splendido gruppo;
Grazie al coach Andrea Nicola Papini che mi ha allenata con tabelle, schemi e tanto divertimento;
Grazie al 23, un importante numero stracolmo di significati;
Grazie ad Alessandra per aver tagliato il traguardo insieme a me, mano nella mano;
Grazie a chi da casa, attraverso messaggi e chiamate mi è stato vicino e mi ha incoraggiato.
La mia prima maratona, che bella! Sono Soddisfatta! Soddisfatta e appagata .
Chi mi conosce da più  tempo può  confermare che dalla mia bocca sono uscite queste parole: “io una maratona non la farò mai”… va bé, ho proprio parlato per niente quella volta.
Partenza sabato 16 ore 14 con Andrea.
Ricco buffet a bordo di Italo… bresaola, coppa che “canta” (ma io non l’ho sentita), focaccia fatta dal papà, formaggi vari (Andrea ha scelto proprio bene) e una bella bottiglia di Schweppes.
Trecento chilometri all’ora e, tac, in tre ore siamo nella capitale.
Corriamo al Centro Congressi all’EUR per ritirare il pacco gara e un veloce giro tra gli stand del Villaggio Maratona. Fantastico lo zainetto!
Abbiamo fame… alle 20.30 Alessandra e Rinaldo ci aspettano al ristorante  “Fico”. Saluti, baci, abbracci e tanta emozione.
Cacio e pepe siete nostri!
A nanna presto, qualche chiarimento tecnico con Andrea e… nella stanza risuonano i Beatles, ed è già ora di alzarsi per una bella colazione.
Ore 8.15 è fissato il ritrovo con Alessandra e Rinaldo. Ultimi ritocchi, ultima pipì, ultimo sgranocchiare ed è già ora di dirigersi verso la partenza.
Da come parla Andrea, mi rendo conto di quanto siamo fortunati ad essere così vicini allo start… basta poco però per capire che ha ragione.
Che emozione! Che spettacolo!
Ancora qualche foto per smorzare la tensione e… Via!
 
Partiti!
Andrea è stato davvero gentile ad immortalarci in vari momenti della nostra fatica.
Sento Andrea ed Alessandra che parlano di numeri e velocità… non li seguo molto, imposto il mio passo in base alle mie sensazioni e vado. Il “mio” passo diventa subito il “nostro” passo.
Alessandra simpaticamente mi cazzia perché non erano quelle le sue intenzioni, o meglio, abbassare si il tempo,ma non così spudoratamente.
Rinaldo e Corrado che ci hanno seguito e fotografato in bicicletta sono stati di grande aiuto.
Vedere qualcuno esterno che ti incoraggia, ti stimola, ti aiuta e ti sostiene è come la ciliegina sulla torta. Non sapevi mai dove si piazzavano, sbucavano all’improvviso.
Una sorpresa continua.
Ho capito quanto sia importante l’appoggio esterno. Mai nessuno dovrebbe correre senza qualcuno al fianco.
Corro, corro e corro, mi sento bene e vado;mangiucchio e bevo in alternanza sali minerali e acqua. Nel frattempo i pensieri galoppano, sento ed elaboro tutti i consigli che mi avete dato, tantissimi.
Al km 38° sento Andrea che mi “abbandona”… Che succede?
So che non si arrenderà, e so che taglierà il traguardo, (scopriremo poi che la Paganite ha colpito ancora) proseguo e raggiungo Alessandra qualche metro più  avanti di me.
 
L’energia all’ultimo chilometro esce da chissà quale parte del nostro corpo, ma non mi importa, la sensazione è bellissima!
Incoraggiate da un signore già incrociato in precedenza e incoraggiandoci a vicenda tagliamo il traguardo insieme, sotto le 4 ore (3:50:30)
Ci abbracciamo, ci baciamo e ci rendiamo conto di quello che abbiamo fatto!
Contentissima!
“Il Fico” ci attende con altro cacio e pepe che sbraniamo alla grande.
Ci salutiamo e ci congratuliamo ancora… Italo è pronto per riportarci a casa.
I dolori alle gambe si fanno sentire, è simpatico fare degli strani versi di dolore, è piacevole lamentarsi… so quello che ho fatto e ne sono soddisfatta i dolori fanno parte del gioco.
MI SONO DIVERTITA ed andrò avanti a farlo! Questo è lo spirito giusto!
P.S.: Allieva 1  Coach 0 ……palla al centro, si ricomincia.
Laura Scapin
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