Mapei Day

14 luglio 2013 a 20:31
14.07.2013
Mapei Day – Bormio: Passo dello Stelvio (SO)
 
Una Salita che “Non Molla Mai!”
Prologo
Il mio ultimo racconto è stato quello della 24x1h e proprio alla 24x1h è nata l’idea di partecipare al Mapei Day insieme ad Ale e Rin.
In realtà l’unico già iscritto era Flavio e la mia idea iniziale era quella di accompagnarlo ma non di partecipare! Poi invece, coinvolgendo anche loro è scattato qualcosa, quel qualcosa che mi ha rimessa in strada seriamente!
Scrivo “seriamente” perché già per la 24x1h avevo ricominciato a corricchiare con allenamenti brevi e in piano, giusto per non dovermi trovare a trascinare le gambe nella mia frazione di gara.
Ma quel 14 Luglio all’orizzonte ha fatto riemergere quello spirito che credevo seppellito, quella voglia e quel piacere di allenarsi superando limiti e paure, riemerso grazie anche a Flavio, il mio più grande sostenitore!
Un obiettivo che non solo ha messo alla prova il mio corpo ma soprattutto la mia mente!
Quello stesso obiettivo che mi ha fatta salire tre volte in solitaria in cima al Cornizzolo e una volta in gruppo in cima al Bisbino, facendomi conoscere quei luoghi che erano nel mio immaginario, tanto decantati dai miei compagni di squadra trailers che fanno di quegli stessi luoghi, il loro terreno d’allenamento per le gare agostiane, quelle serie e impegnative!
Io che con le salite non sono mai andata d’accordo, io che chiamavo salita la rampa di un box, ora sono famelica di dislivelli e % di pendenza e trovarmi una strada in faccia mi da la carica, ovviamente sempre con i miei limiti e i miei tempi, senza volermi minimamente paragonare ai nostri Tartascalatori più in gamba!
Sabato 13 Luglio
Io e Flavio partiamo da Milano non tanto di buon’ora come ci eravamo promessi e arriviamo verso l’ora di pranzo in Valdidentro, dove la cara Ale ha prenotato un B&B davvero grazioso, soprattutto per la cordialità e l’ospitalità dei padroni di casa. (www.meublerosalpina.com).
I due ciclisti sono fuori per un’escursione pre-gara. Noi, dopo aver sistemato le nostre cose in camera, e chiaccherato con la padrona di casa, decidiamo di andare a fare un giretto a Livigno, dove, appena arrivati, ci accomodiamo per rinfrancarci dal lungo viaggio con una birra artigianale affumicata del birrificio di Livigno.
Dopo aver gironzolato un po’ per le strade del paese decidiamo di rientrare.
Al ritorno troviamo Ale e Rin affacciati al balcone: dopo alcune chiacchere a naso in su, Rin ci fa notare che sarebbe molto più comodo se salissimo al piano per parlare, dato che le nostre stanze tra l’altro confinano!
Dopo un abbraccio energico della bella Ale e i racconti della loro “passeggiata” in bicicletta ci mettiamo d’accordo per la cena che i nostri due esperti conoscitori della zona suggeriscono di fare in un hotel a conduzione familiare a fianco del B&B.
Tralascio il menu che si caratterizza per prelibatezze locali, che rispettano perfettamente le regole della dieta pre-gara (carico di carboidrati…fossero stati solo quelli!!)…
La serata si articola in momenti molto piacevoli in cui la fanno da padroni i racconti dei tre “muntagnit”.
La sveglia l’indomani è alle 6 quindi decidiamo di far ritorno non prima di aver scambiato quattro chiacchere con la padrona dell’hotel, che riconferma quanto siano ospitali e ben disposte le persone del luogo.
Domenica 14 Luglio
E’ tutto pronto: cuore, testa e gambe ci sono!
L’aria che si respira alla partenza è di festa: non ero mai stata ad una manifestazione “mista” che coinvolgesse anche altre discipline. Oggi non ci sono solo i podisti, che tra l’altro sono in netta minoranza, ma ci sono anche atleti sugli ski roller e i grandi padroni della gara, i ciclisti! Mi piace vederli sfrecciare su e giu per le strade per scaldarsi: l’impresa che li aspetta e ci aspetta è impegnativa! Io preferisco non sprecare nemmeno un minimo di quello che mi servirà fino al 21° km…
Ripensandoci ora mi sembra incredibile essere riuscita ad arrivare fin lassù! Come dice la Paldi: la testa!!!!
Le griglie per podisti e ciclisti sono ovviamente differenti e noi partiamo mezz’ora prima rispetto ai ciclo-amatori. Quindi, dopo la foto di rito, i baci e gli “in bocca al lupo” reciproci ci separiamo.
Inizia a salirmi l’agitazione e mille domande mi assalgono tra cui una più insistente: “Non sarò stata troppo avventata a voler intraprendere una gara così impegnativa, dato che non mi sono allenata poi tanto??!”
Incredibilmente questi dubbi svaniscono al via: forse l’incoscienza, forse l’entusiasmo del momento, forse la voglia di rimettermi alla prova, per dimostrare a me stessa che non ho poi perso tutto per strada!
Dei 21 km di salita “che non molla mai” non ricordo tanto la fatica e la stanchezza, che mi hanno messa a dura prova, ma tutti quei dettagli che mi fanno dire ora “lo rifarei”!
Lo splendido paesaggio, i cui scorci mi hanno riempito gli occhi e il cuore e hanno fatto si che l’asfalto scorresse sotto i piedi con un certo piacere, i volontari ai ristori sorridenti e disponibili, gli alpini con il loro te caldo, i ciclisti che passando, mi incitavano con quei “brava” e “complimenti”: tutti elementi che hanno reso la salita un’esperienza emozionante.
E sulla strada poter essere raggiunta prima da Rin, che accostatosi in silenzio, ha dovuto fare qualche pedalata prima che io alzassi la testa per rendermi conto che fosse lui…(nella mia testa ho pensato: che cavolo vuole sto qui ora ?!?!?). E poi da Flavio che mi ha urlato “Forza Cri!”, la cui vista mi ha fatto pensare che è proprio bello riuscire a condividere delle passioni con la persona con cui condividerai il resto della tua vita: questa gara, la nostra gara!
Infine Ale che, con il suo grande entusiasmo, raggiungendomi mi ha gridato: “Forza Tartaruga!” (tralascio la battuta lasciata a metà, vero Ale?)
E quel magone che mi ha colta alla vista del cartello che segnava il 15° km perché incredula che mi potessero mancare “solo” 6 Km, nonostante sapessi dai cari racconti di Vito, che gli ultimi 4 sarebbero stati durissimi.
E quella telefonata a Flavio singhiozzante: “Mi mancano 3 km!!”
Emozioni, sensazioni, colori, profumi: un mix esplosivo che mi ha portata al cartello giallo gigante con la scritta “ULTIMO CHILOMETRO”!
Penso tra me e me che ci siamo, che sto per raggiungere il tanto agognato traguardo, che finalmente posso volare per quanto mi stia trascinando da diversi km! Richiamo Flavio e dall’altra parte sentendomi con la voce rotta si emoziona anche lui è mi dice che è all’arrivo che mi sta aspettando mentre Rin e Ale sono poco più in giù …500 mt, 250 mt ed eccoli urlanti e festanti: alla loro vista mi lascio andare ad un pianto liberatorio… Ale mi urla di non piangere sennò mi manca il respiro ma io quell’emozione non riesco più ad arginarla!!! E poi spunta quel signore che dice ad Ale che è dal quinto km che mi punta ma che non è mai riuscito a raggiungermi se non in quel momento…
Eccolo lo striscione rosso con scritto ARRIVO: e li c’è il mio più grande tifoso, il mio campione (anche per lui è stata una bella impresa), colui che ha sempre creduto che ce l’avrei fatta: FLAVIO!! Il nostro abbraccio è il mio premio più grande!!!
Poveri i tre ciclisti: mi hanno aspettato tutto quel tempo e ora sono affamatissimi!
Andiamo diretti al ristoro dove ci ripaghiamo delle fatiche!
Arrivano presto le 14 e decidiamo di far ritorno a Bormio: loro in bici e io con il bus!
Lungo il tragitto mi rendo conto di quello che ho fatto: avrò anche impiegato 3 h 36 minuti ma quella di oggi si che è stata un’impresa!
Nel metterci in viaggio decidiamo di far pausa merenda e ci fermiamo in una pasticceria che conosce Flavio: i muntagnit ciclisti si scambiano consigli su strade da percorrere su due ruote!
Ci salutiamo e ognuno prende la sua via di casa …
Il bottino di questo week end? La riconferma di aver sposato un grande uomo e l’aver trovato tre amici in più: Ale, Rin e mukkina !!
P.S. Spero di aver preso l’Alessandrite… l’entusiasmo per la vita e l’essere sempre di buon umore, a qualsiasi ora del giorno e della notte!!!
Cristina Fregnan