Allenamento di Gruppo – Monte Cornizzolo

4 marzo 2012 a 15:28

QUESTO PANORAMA CI FA SORGERE UN DUBBIO:
SIAMO A PIACENZA O SUL CORNIZZOLO?
LA NEBBIA E’ FITTA MA NON CI SIAMO PERSI!
 

ED ECCOCI ARRIVATI ALLA CROCE DEL CORNIZZOLO.
GRAZIE RAGAZZI PER QUESTA SPLENDIDA MATTINATA!
FOTOGRAFIE DI VITO DI TRIA

04.03.12

Allenamento di Gruppo – Monte Cornizzolo
Domenica 4 marzo Diego, Fabio Maurizio, Settimio e Vito in assenza delle altre tartarughe impegnate a Piacenza per la maratona hanno deciso di avventurarsi per un trail spettacolare:
il  monte Cornizzolo (1241 m) che è, probabilmente, la montagna più famosa dell’Alta Brianza; è nota in particolar modo agli appassionati di deltaplano e parapendio perché è un ottimo punto di lancio; inoltre, nelle belle giornate, offre una splendida vista su tutta la Brianza.
Sveglia alle 5 e ritrovo alla MANERA DI LOMAZZO alle 6.
Tutti puntuali tranne Maurizio… pochi minuti e si parte per il Lago del Segrino.
Tempo grigio e pioggiorellina che fa pensare a Vito al suo lettuccio abbandonato per una corsa che lascerà fango da ogni parte… ma lo spirito trail dei compagni non lascia nessun dubbio, sarà una bellissima escursione!
L’autista è Diego, mentre il nuovo compagno di avventura è Settimio (chiamato da Diego “Settimo”) un po’ scettico dato che è la prima volta che affronta con noi un trail….
Arrivati, ci “armiamo” di zaino contenente il cambio e le cose necessarie: coltello svizzero originale di Vito, caffè in bustina di Diego, Fabio, Maurizio e Settimio solo il cambio per il ritorno…
Cosa ci spinge a salire in cima e fare tanta fatica?
Il bar della Mutanda che ci fa arrivare con un’andatura da veri atleti…
Siamo davvero fighissimi… una squadra!
Naturalmente il racconto continua… Diego, Fabio, Maurizio e Settimio hanno tante cose da raccontarvi!
Vito Di Tria
 
Secondo resoconto
Eccomi qua a recensire una fantastica domenica, cominciata alle 5,50 in quel di Manera, arrivato con 10 minuti di anticipo ad attendere le tartarughe Diego, Maurizio Fabio e Vito.
Partenza con qualche perplessità, visto che il tempo non prometteva niente di buono, ma con ottimo spirito di gruppo e soprattutto di tartarughe,
si arriva ai piedi del monte Cornizzolo e come previsto si parte con la pioggia, (ottimo battesimo per il mio primo trail) cominciamo con delle piccole salite ma appena fuori dal paesino si perde subito il sentiero e da li a poco ci troviamo ad arrampicarci a quattro zampe per risalire un pendio e ritrovare il giusto cammino.
Fabio, mi fa’ notare il percorso che porta alla croce del suddetto monte indicandomi anche il trampolino di lancio dei parapendii, comincio a deglutire e a studiare la salita che ci spetta, fortunatamente con noi c’è lo scerpa (al secolo Maurizio Crepaldi) che con i suoi preziosi consigli mi spinge fino in cima…..foto ricordo.
Alla cascina della MUTANDA, ci concediamo una rifocillante colazione a base di cappuccio birra e torte varie… non prima di aver ricevuto dal nostro cappellano Diego, un esauriente spiegazione del fantastico paesaggio che ci circonda.
EVVIVA!!!! Comincia la discesa… troviamo sulla nostra strada una salamandra nera con dei bellissimi pois gialli, (il nostro amico Vito già vede un succulento pranzetto a base della povera salamandra).
Arrivati al lago Segrino, il lunghissimo Fabio fa’ sfoggio della sua falcata arrivando primo con Diego, ma la sorpresa più bella è ritrovare l’automobile più vicino di quel che pensavamo.
Questi sono solo dei piccoli frammenti, di una stupenda domenica mattina passata con delle splendide tartarughe che mi hanno fatto da padrini al mio primo piccolo trail.
Grazie amici… sono fiero e orgoglioso di aver condiviso con voi queste emozioni.
Ciao!
Settimio Perrone
 
 
Terzo resoconto
Domenica 4/3/12 Uscita al Cornizzolo ( Fabio, Maurizio, Settimio, Diego, Vito )
Tralascerei la descrizione del percorso che molti hanno già fatto e solo io e Settimio non conoscevamo. Mi limiterei  ad alcune considerazioni sulla bella mattinata passata in compagnia.
Ottima la scelta di Diego del parcheggio vicino ad una pensilina dell’autobus, in modo da prepararci al riparo dalla pioggia che ci ha accompagnato per la prima mezz’ora senza essere fastidiosa. Assenza di vento e temperatura ideale per un buon allenamento.
Per Settimio questa era la prima prova trail. Gli ho prestato lo zaino e detto cosa portare. Sarebbe opportuno però che stilassimo un codice di comportamento a cui un neofita faccia riferimento. Negli uomini un periodo di svezzamento è importante: non si può diventare subito adulti! Così dovrebbe essere nei trail.
Esemplare e’ stato il comportamento di Cristina in Grigna ,che è stata una iniezione di autostima per tutti noi: nei suoi occhi si leggeva chiaramente che ci considerava degli alieni. Settimio invece è mancato di rispetto alla “vecchia” (io).
In salita ci ha concesso solo 10 metri sulla rampa finale alla croce senza mai fare sentire il fiatone (io, privo di pudore, sembravo uno stantuffo, con un ritmo di respirazione di poco inferiore ai battiti cardiaci).
In discesa, con terreno fangoso,roccioso e scivoloso ( non ci siamo fatti mancare niente) e con le scarpette da strada, mi ha seminato (sicuramente non e’ stato attento alla discussione tra me e Diego sulla tenuta dei vari grip o forse deve ancora sviluppare i muscoli frenanti).
La prossima volta voglio vedere se scende ancora baldanzoso con le infradito che gli faremo testare.
Arrivati sul lungolago,ho dovuto fare appello a tutte le mie forze e a quel briciolo di dignità rimasta per poter stare almeno a vista, mentre lui, spavaldo e sorridente,correva a fianco degli altri sprintando all’arrivo. La sera i miei quadricipiti si rifiutavano di collaborare per fare le scale (penso per la discesa un po’ allegra).
Sapete tutti che sono una brava persona, per cui spero che Settimio abiti in una casa con ascensore, ma mi piacerebbe tanto confessasse, giovedì in sede, che quella sera sentiva 1000 chiodi conficcati nelle gambe.
So che sarà una bugia detta solo per empatia, ma sarà anche la conferma della grande umanità delle tartarughe!
P.S.: attenzione tartarughe : oggi è nato un nuovo trailer e se queste sono le sue credenziali a che altezza  può arrivare l’asticella dei suoi limiti?
Maurizio Crepaldi 
Tags: