40° Quattro Passi tra i Sentieri delle Bionde – Saltrio

11 marzo 2012 a 15:25

FOTOGRAFIA DI ANDREA PAPINI
 
FOTOGRAFIA DI CRISTINA FREGNAN 

FOTOGRAFIA DI ANDREA PAPINI

FOTOGRAFIA DI ANDREA PAPINI

FOTOGRAFIA DI ANDREA PAPINI

 
FOTOGRAFIA DI CRISTINA FREGNAN 
11.03.12
40° Quattro Passi tra i Sentieri delle Bionde – Saltrio

Mancano dieci minuti alle sette quando esco di casa per incontrarmi con Cristina alla volta del rendezvous caronesse delle tartarughe.

Il buio ormai è un ricordo dell’inverno che ci stiamo lasciando poco alla volta alle spalle e la luce mattutina è uno stimolo in più ad animare una passione, che dopo un letargo quest’anno anche fin troppo prolungato, è ritornata in me più accesa che mai.
Tutto appare perfetto, il raduno è quantomai puntuale e la carovana (ridotta a due auto per ottimizzare i “carichi”) si muove alla volta di Saltrio…
Una macchina è composta da AntonioAntoniettaGiorgio Settimio (Antonio ha insistito per prendere la sua vettura in modo da poter poi andare a fare il pieno in svizzera, ma secondo me puntava pure a qualche stecca di Marlboro, caffè e cioccolato… ormai rasentiamo anche il contrabbando).
La seconda vettura vede alla guida Luigi, affiancato da Mariuccia e al loro seguito Cristina ed Andrea.
Dopo un mezz’oretta di macchina sentiamo un “falchetto” che ci strobazza dalla sua golf metallizzata… diamine, stamattina siamo proprio sincronizzati come un corpo speciale prima di una missione: erano FabioVito e Diego.
Pochi minuti per identificare il parcheggio più opportuno e ci muoviamo verso un bar per il rituale caffè del buongiorno.
Lungo il percorso di avvicinamento troviamo Edoardo già in divisa da Tartaruga e poco più avanti spunta il nostro amatissimo sherpa, colui che domina le montagne, il leopardo delle nevi di Legnano… Maurizio! Adesso siamo veramente al completo, credo se ne sia accorto anche il barista dal fracasso con il quale abbiamo rotto la quiete domenica del suo bar.
Appena arrivati al centro sportivo siamo attratti da uno stand che pubblicizza un libro di storie su Spalloni e Finanzieri, qualcuno ne rimane attratto, qualcuno di noi guarda con diffidenza l’autore, ma alla fine decido di acquistare comunque il libro per la nostra libreria.
Un cambio veloce, depositiamo le borse e via… tutti sono incerti su quale distanza percorrere, ma i primi chilometri passano facili.
Primo stop forzato in dogana, non per il controllo dei documenti, ma per una foto di gruppo davanti alla guardiola del finanziere svizzero. A me vengono alla mente subito immagini degne della miglior sit-com ticinese… (http://www.rsi.ch/frontaliers/)
Riprende la corsa e il gruppo incomincia a dividersi per esigenze di allenamento: Vito, Fabio e la Campionessa (Antonietta) attaccano con un passo che ha poco a che fare con la voglia degli altri di godersi il panorama senza ammazzarsi di fatica.
Poco avanti troviamo lo svincolo che divide i percorsi su cui premevano i ballottaggi: 16Km o 20Km.
Mi sentivo davvero in forma e in quel momento stavo anche tirando la comitiva, senza neppure pensarci troppo ho proseguito dritto per i 20Km… la bella sorpresa e che hanno seguito tutti a ruota.
Devono essere i setti chili persi, deve essere una ritrovata voglia di correre, deve essere un’ispirazione estranea alla corsa che ultimamente mi anima… ma, diamine, finalmente sono uscito dal mio stato di “ingrugnato”, i passi sono tornati fluidi ed il sorriso è stampato sul mio viso.
Nel frattempo il giorno si fa vedere, meno timido di quanto aveva fatto in mattina, ed un tiepido sole quasi primaverile ci riscalda piacevolmente.
Ci da il benvenuto Meride, i cartelli che pubblicizzano il locale museo dei Fossili del Monte San Giorgio (per altro molto significativi http://www.montesangiorgio.ch/) ci fanno ricordare l’importanza del luogo, che è persino partimonio protetto dall’UNESCO.
Poco avanti ci addentriamo per le vie del borgo. Io e Diego, che da qualche chilometro stiamo conducendo una fuga assieme all’instancabile Settimio, commentiamo il bellissimo scorcio che questo paese ci offre.
Tutto è perfetto, la sensazione fisica, la compagnia ed il paesaggio…
Si rientra a questo punto dalla Svizzera e si incomincia la dura salita verso il monte Pravello. Qui il gruppo si dirada un po’ di più, la salita spinge ed ognuno prende il suo ritmo. A metà salita incontriamo la Mariuccia, che pare abbia un po’ interpretato i cartelli lungo il percorso variando tra quello dei 10, dei 16 e dei 20Km… diamine, bisogna farsi venire il fiatone per superare il sul passo lungo e ben disteso.
Al ristoro quasi in cima al monte arriviamo un po’ a gruppetti sparsi e, convinti da Antonio, aggiungiamo qualche centinaia di metri per arrivare sulla vetta e goderci la vista del lago di Lugano… sacrifichiamo minuti “preziosi” per il risultato cronometrico a favore di qualche scatto ricordo.
Scendiamo nuovamente al ristoro, questa volta ci rifocilliamo e attacchiamo la discesa ognuno a maniera sua. I gruppi si dividono e Settimio (ormai conferma del Trail) assieme a Diego e Maurizio su buttano a rompicollo lungo il sentiero naturale della discesa… io mi sento davvero bene, ma non voglio esagerare. A dirla tutta desidero anche godermi la discesa dopo tanta salita… il Giorgio ad un certo punto mi passa sgomitando, si vede che avevo rallentato un po’ troppo.
Più dietro seguono gli altri e poco alla volta conquistiamo l’arrivo, unendoci a Vito e Fabio che troviamo già lavati ed asciugati (ma che passo hanno tenuto?). Ultima ad arrivare la Campionessa, ma come al solito lei di giri ne ha fatti due …
… che bella domenica! Tanto per cambiare!
Andrea Papini