ResegUp 2012

2 giugno 2012 a 14:29
“Addio monti sorgenti dall’acque ed elevati al cielo, cime inuguali note a chi è cresciuto tra voi e impresse nella sua mente, non meno che l’aspetto de’ suoi familiari; torrenti dei quali si distingue lo scroscio come il suono delle voci domestiche, ville sparse e biancheggianti sul pendio come branchi di pecore pascenti, addio. Quanto è tristo il passo di chi cresciuto tra voi se ne allontana!”
A ben guardare… un po’ di tristezza c’era anche nel mio passo, caratterizzato da un tapascionismo tale che perfino Lucia, nelle idee del Manzoni, avrà avuto un tratto di più agile su quei sentieri!
Nonostante ciò, posso dire che mi ha regalato un bel pomeriggio aver partecipato alla terza edizione della Resegup: un trail breve ma impegnativo, ambientato, proprio come i primi capitoli dei “Promessi Sposi”, all’ombra del Resegone.
Per cogliere il succo della mia gara occorre partire dalla fine: ho fatto gli ultimi 100 metri come se fossi Bolt (insomma…)! Questo perché, giunto alla fine dell’ultima discesa, ho sentito distintamente: “Forza Luca!!!”.
Di mio sono fortemente miope e la stanchezza ha fatto il resto…così solo quando ho sbattuto su una maglia delle Tartarughe esattamente come quella che indossavo, ho definitivamente realizzato che Paola e Roberto erano lì per un mini comitato d’onore delle Tartarughe!!!
A quel punto ho ingranato la quarta (di nuovo: insomma…) e mi sono buttato giù per l’ultima rampa. Non c’è nulla da fare…fa davvero piacere avere chi ti incita lungo la strada, non è solo un modo di dire. Grazie ragazzi!!!
Devo dire che anche gli organizzatori della corsa non hanno fatto mancare il loro supporto ai partecipanti lungo tutto il tracciato e anche la partecipazione di pubblico era degna di una “classica”: questo è un aspetto che sicuramente metterei in cima ai pregi di questa corsa, insieme al fantastico sguardo che si può cogliere dalla cima del Resegone, nei pressi del rifugio Azzoni, su tutta la pianura sottostante.
Purtroppo sabato le nuvole basse non hanno consentito di spaziare troppo con lo sguardo: anzi…in vetta –detto già della miopia- non si vedeva un bel niente!
In queste condizioni l’animo del trailer di norma si divide; da una parte la delusione di aver perso la possibilità della foto perfetta…con conseguente incazzatura del turista che alberga in ogni tapascione, dall’altra la convinzione di aver portato a termine un’impresa così più epica…appagando il mitomane amante del pericolo che, sempre dentro di noi, divide gli spazi col fotografo.
Non ricordo in compagni di “chi” fossi, una volta giunto in vetta; ricordo però distintamente di un addetto al ristoro palesemente alticcio che improvvisava una simil-macharena per scaldarsi.
Tanto mi è bastato vedere, per lanciarmi in discesa salutando in tutta fretta il vero traguardo di questa corsa: i 1870 metri della cima del Resegone. Da quel punto in poi quasi solo discesa verso Lecco.
Una discesa a indubbiamente difficile, ripida, ma per lunghi tratti incastonata nel verde dell’infinito bosco di faggi che abbraccia quel versante della montagna fino ai piani d’Erna.
Il tratto a mio parere più bello del percorso.  Prati, tanta gente e tante…tantissime pietre hanno caratterizzato l’ultimo tratto di corsa, facendo la gioia del mio compagno di avventura, Andrea anch’egli giunto sul traguardo in perfetto stile Tartarughe.
In conclusione si può  dire che, senza l’ardire di avvicinare il Poeta, abbiamo scritto anche noi una degna pagina sportiva in un ambiente, seppur così vicino, distante anni luce dai luoghi della nostra martoriata pianura, assaporando una volta in più la forza di libertà e di partecipazione del Trail in montagna.
Luca
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